Specchietti non per le allodole ad Amsterdam

 

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Girando per il centro di Amsterdam li avrete visti e magari vi sarete anche chiesti cosa ci fanno quegli specchi, da camionista vecchio stile, di fianco alle finestre.

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Il punto è che in queste case vecchie, finché ci abita gente normale, anziani, studenti, famiglie a equo canone, non puoi fare molto per sistemarle, perché costa un botto e i permessi sono una cosa lunga e complicata. Significa che le finestre spesso, o per conformazione o per vecchiaia non le puoi aprire per affacciarti a vedere chi ti suona alla porta, tanti scalini ripidi più in basso, e magari manco hai voglia di scendere ogni volta. Significa che un citofono manca e allora la gente si arrangia come può, con un cordino con le carrucole che lo tiri da sopra e ti tira indietro il nottolino della porta, aprendolo.

Ma mica ti metti ad aprire la porta a chiunque senza guardare? Allora visto che non ti puoi sporgere, metti uno specchio inclinato in maniera tale da permetterti di guardare sotto e decidere se apri o meno.

E se qualche volta trovate un gatto in paziente attesa davanti una porta, suonate per chiedere se è il loro. Spesso infatti gatti e padroni sanno che il passante gentile lo fa, e visto il gatto di sotto, il padrone tira la cordicella e lo fa entrare. Poi il passante gentile, eventualmente, la richiude alle sue spalle.

Si tratta di un residuo di tempi pre-cellulare, ma anche per aprire al postino, specie per le persone anziane, è un trucco utile.

E la cosa più carina è il nome di questo tipo di specchi: spionnen, che è un po’ come il nostro spioncino. (Poi che servano anche per farsi i fatti del vicinato senza far vedere che stai spiando alla finestra, anche questa è una delle applicazioni possibili, vero).