#mettilatoppa: la vocazione del tappabuchi dall’ ormone dei figli

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Serena ha perfettamente ragione: quante volte nella vita ci tocca mettere toppe umane e metaforiche, e magari non ce ne importa niente, non abbiamo la vocazione, non lo sappiamo fare e non abbiamo neanche tempo? Epperò lo fai, perché ti tocca, o pensi che ti tocchi. L’ ultima toppa l’ abbiamo messa io e Oum Kelthoum (si, a volte mi prende la deriva Malaussèniana) ai nostri figli maschi undicenni.

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Occorre preoccuparsi per l’ adolescente solitario?

Io se ripenso alla mia gioventù posso dire serenamente che la cosa di cui ho più sofferto è stata la solitudine. Non tanto perché mi mancassero gli amici, sono sempre stata il tipo del timido audace che fa battutine e battutone per vedere l’ effetto che fa, e socialmente questo funziona. Ma ero la bambina atipica in un paesino culturalmente molto omogeneo, dove tutti erano cugini fra loro. Io avevo solo mio fratello piccolo in un’ altra classe e ci difendevamo come potevamo.

Però diciamo anche che un po’ me la cercavo, perché non riuscivo proprio a sopportare i gruppi del tipo in cui versi il cervello alla cassa comune pur di non emergere troppo. A volte, per dei periodi, avevo qualche amica con gruppo proprio e mi aggregavo, ma non sono mai stata tipo da compagnia. Ricordo dei pomeriggi passati a giocare da sola sotto casa, a palla, scavando tunnel nella sabbia e cazzeggiando in genere ed ero felice lo stesso. Oppure andavo a trovare qualche amica solitaria anch’ essa e chiacchieravamo. Con Loredana, per esempio, non so cosa ci siamo dette per anni, ma ci eravamo trovate. Avevo anche l’ amica tiranna, quella che ogni semestre aveva un’ altra amica del cuore che non ero io, e un po’ ne pativo, un po’ eravamo legate a doppio filo. Perché Sarah era ancora più sola e isolata di me, avevamo tutte e due la madre straniera e quindi una visione del mondo più ampia, parlavamo due lingua in casa, le nostre nonne e i nostri padri erano amici e per un po’ ci hanno provato anche le nostre madri, che il comune background straniero fa tanto per la socializzazione, signora mia.

Al liceo la socialità di gruppo indotta era dominata da Comunione e Liberazione e anche se all’ inizio un paio di volte ho accettato i loro inviti, ho capito subito che la causa comune non faceva per me. più che liberatoria, quella comunione lì la vedevo troppo costretta  a paletti, legacci, accettazione suina di cose stabilite dall’ alto, capi e capetti carismatici e privi di contenuti propri. Meglio sola, anche se ci patisco da matti, che male accompagnata, che ci patirei di più.

La mia prima amica del cuore e resta finora la mia migliore amica, è Vic, e ci siamo conosciute all’ università. E poi nel corso degli anni sono diventata miss Network, che conosce infinite persone e socializza con tutti, anche se non sono mai io a fare il primo passo, perché resto timida. Per dire che più uno va avanti con gli anni, pi`¨allarga i propri orizzonti, pi`¨riesce a fare cose che gli piacciono e che inevitabilmente lo portano a conoscere altra gente a cui piace la stessa cosa, più la cosa si risolve.

Dei miei figli uno è l’ affascinatore di folle, che ha bisogno dell’ apprezzamento del gruppo, e questo nei primi ani di scuola lo portava a fare il clown, e tutti gli volevano bene. Che faticaccia, però, e infatti quando ha smesso ha avuto problemi vari a riscattarsi un posto nel gruppo. Figlio 2 invece da quando è nato è sempre bastato a sé stesso, tanto che a 4 anni la maestra del doposcuola si preoccupava di vederlo giocare sempre da solo o con il fratello e ha preso provvedimenti.

A me sembra comunque che il bambino solitario venga spesso visto come un problema, e se da un lato capisco i genitori che se ne preoccupano, dall’ altro, avendo il fondo orsesco pure io, e che in questi anni mi si sta acuendo enormemente, mi verrebbe da dire: ma lo vogliamo lasciare in pace se sta bene con sé stesso?

Ultimamente mi ha scritto un’ amica molto cara e che sento tanto affine, ma molto recente, che a fine estate mi ha affidato sua figlia diciottenne con un’ amica, e mi chiedeva se secondo me, avendoci parlato fuori dalla normale vita a casa con i genitori, facevano male a preoccuparsi del fatto che era diventata molto solitaria. Ecco cosa mi diceva:

“siamo un po’ preoccupati perché, nonostante lei appaia serena , abbiamo l’ impressione che sia sola o comunque con troppe poche amiche, che a tratti spariscono anche quelle. Nonostante vada spesso a vari compleanni è da un po’ che non ha altre forme di socializzazioni a parte il catechismo ed il teatro. Non avverte il bisogno di condividere la sua vita con gli altri e a noi tutto ciò sembra strano, anche l’ultimo ragazzo che si è interessato a lei non ha avuto neanche la possibilità di frequentarla. Tu che l’hai vissuta lontana da noi dacci un tuo parere ed aiutarci a capire se sono paturnie da pseudo incapacità genitoriali o condividi le nostre impressioni”.

Di botto mi sono ricordata di me a quell’ età. E mi sento di dire che se un’ adolescente è comunque sereno, comunque quello che deve fare lo fa, meglio non preoccuparsi troppo. Molti bambini e molti ragazzi, spesso hanno una marcia in più che nel loro ambiente quotidiano li frena più che aiutarli, perché nessuno li capisce. E allora scelgono anche loro per la tecnica: meglio solo che male accompagnato. Per questi ragazzi però è fondamentale avere una finestra sul mondo, mandarli fuori, magari anche con un lavoretto estivo o come ragazza alla pari, farsi un giro o portarli con sé, perché si rendano conto che ci sono tante vie, tante alternative, tanti ambienti, e che basta riuscire a trovare quello a sé congeniale.  Che detta così la faccio semplice, ma so benissimo pure io quanto dubbi, ripensamenti, fughe in avanti e all’ indietro, comporta il crescere.

Capisco anche che a molti adolescenti anche la scoperta delle infinite possibilità che ci sono dietro la porta di casa potrebbero creare insicurezze e farli chiudere ancora di più nel proprio guscio. Poi ci sono quelli che magari già erano timidi o un po’ insicuri e bastano un paio di batoste di seguito per buttarli giù. Ci sono quelli cupi che si dipingono le pareti della camera di nero, e quelli che stanno sempre a masturbarsi per fatti loro piuttosto che affrontare il mondo.  Si legge in giro di hikikomori, gli adolescenti che si tappano in casa dietro al computer e vivono solo davanti allo schermo. Ci sono quelli che si sfracellano di canne o si ubriacano, con o senza gli amici. E come genitori è normale che se tuo figlio da adolescente prende delle derive che ti devi ancora spiegare, hai paura proprio che prenda una cattiva strada, e come fai a rassicurarti senza andare in panico o assillarlo gratis?

Ma nel caso di E, e anche di C. figlia perfetta di una mia altra amica di blog, direi che sono solo dei normali pesci fuor d’ acqua. Ragazzi che vedono oltre, che sanno che dietro le mura del paesello ci sono infinite possibilità e fintanto che devono aspettare dell’ occasione per uscirne, tocca portare pazienza. Ma non lo dice nessuno che devi per forza adeguarti alle compagne di scuola cretine che ti tolgono il saluto, ti escludono o spargono chiacchiere alle tue spalle. Che devi per forza divertirti con gli amici scout che anche li ci potrebbero essere tante di quelle dinamiche da gineceo, tipiche dei gruppi chiusi, che lèvati. Che tu provi a fare attività di volontariato che ti mettono a contatto con problemi più grandi di te, come per esempio aiutare alla mensa dei poveri e conoscere tante situazioni, e le tue compagne stanno lì a preoccuparsi del colore di smalto che devono mettersi per andare a fare il turno.

E poi il futuro, santo cielo, il futuro. Se penso alle prospettive di futuro che un genitore oggi prevede per i propri figli adolescenti ci sarebbe da spararsi, e un ragazzino più sensibile della media queste cose le percepisce, un telegiornale lo sente, vede i genitori che fanno fatica o temono per il proprio lavoro. E si chiede come andrà a finire per lui o lei da grande. R non sempre gli adulti riescono a dare risposte adeguate, perchè neanche ci fanno caso quali sono le domande.

Non so se vi ricordate, voi adolescenti degli anni ’80, come ci è toccato crescere a noi: tra Chernobyl che ci avrebbe riempito di tumori tutti quanti, la bomba atomica che sembrava sarebbe caduta da un momento all’ altro, il buco nell’ ozono che ci avrebbe ustionati tutti, hai voglia a sperare nel futuro. In una delle presentazioni delle Risposta del cavolo una donna ha raccontato del terrore che aveva lei da ragazzina all’ idea che Russia e America avrebbero fatto scoppiare la terza guerra mondiale, e non sapendo a chi chiedere, le venne in mente di parlarne in confessione e per fortuna le capitò un sacerdote intelligente che la seppe rassicurare.

Ecco, i nostri figli hanno una figura di riferimento al di fuori dei genitori a cui fare le domande che gli fanno paura? Io spero sempre che i nostri continuino a chiedere a noi, ma so che nell’ adolescenza diventa più difficile parlare di tutto con i genitori, anche per proteggerli dalle nostre paure, ed allora spero davvero che tutti abbiamo l’ insegnante comprensibile, l’ allenatore modello d vita, lo zio o la zia o il genitore del tuo migliore amico. Per questo considero un enorme privilegio avere a volte le nipoti e le figlie degli amici che mi danno uno specchio degli adolescenti di adesso, e sono orgogliosa dei miei amici che mi considerano affidabile abbastanza da mandarmi i loro figli e fidarsi di me quando hanno dei dubbi.

Perché dopo lunga ed esaustiva analisi che vi risparmio, pare che con E. ci abbia preso in pieno e i suoi genitori si sono sentiti confermare quello che pensavano già anche loro, ma che essendo giustamente i genitori, avevano il dubbio di non sbagliarsi. Che poi ci vuole poco di questi tempi a ritrovarti un figlio bimbominkia EMO e poi che fai, mica lo puoi prendere a calci fino a che rinsavisce?

Insomma, l’ adolescente può diventare improvvisamente solitario per tanti motivi e pur non escludendo anche quelli seri e preoccupanti,  magari in fondo è una fase temporanea e sta bene così. Per questo una volta ai certi maschi faceva bene la vita militare (ma ad altri li ha rovinati) e se non vanno all’ università ad arrangiarsi da soli, uno stage, un lavoretto stagionale, un campo di volontariato, ma anche solo andare a lavorare dagli zii all’ estero fanno molto per aprire gli orizzonti nell’ età difficile.

Certo, poi la mia consanguinea che si è fatta bocciare da due facoltà diverse, era andata a fare la cameriera nel locale fighissimo di lap-dance dove guadagnava molto e rientrava sempre a mattina dopo essersi ubriacata con i colleghi dopo il lavoro, mandata dallo zio d’ America a vedere cosa voleva fare e trovando la sua strada con una facoltà che le era tagliata addosso, e intanto fare lavoretti per mettere i soldi da parte, è riuscita a ubriacarsi in un locale, farsi spintonare da fidanzata altrui gelosa, rompersi un polso, preventivo operazione 15.000 dollari che non ha nessuno e rispedita a casa da sua madre che già solo alla notizia ha ricominciato a farsi alternativamente di Valium e Prozac (sto inventandomela questa, ma che mia zia iperventili non ho dubbi), non sembra corroborare quanto ho detto sopra. Ma il fatto è che la consanguinea non è mai stata un adolescente solitario e silenzioso. Avercene.

 

Crescita di primavera, in cifre

fotoUn’ ora in meno: e il sole disegna una lampada sul muro, la mattina alle 7.

Due mesi di fisioterapeuta: che dice che sei cresciuto di due centimetri in altezza e di due chili in peso, e che la forza è aumentata, ma sull’ equilibrio dobbiamo ancora lavorare. E andiamo a fare kung-fu insieme, dai.

Due sessioni con la coach: che ti ha insegnato con un racconto e due disegni che tu sei in grado di fare tutto e decidere se una cosa ti prende bene o ti prende male. Perché decidi tu se pensarla in positivo o in negativo, ma pensarla in negativo crea emozioni brutte. Sarà una coincidenza ma da una settimana niente più attacchi di rabbia con coltelli e drammi.

Tre sommelier e tre giorni ininterrottamente in giro, per andare al Vinitaly senza incasinare troppo le cose: partiamo alle 2 di notte rientreremo alle 2 di notte. Meno male che la socia di setta mi offre un divano letto a Verona.

Influenze a catena: prima mia madre, che comunque domani parte (“Senti, la prossima volta vieni a giugno per il mio compleanno invece che a febbraio per quello dei bambini, magari è la volta che non ti ammali”), poi io, poi un pelino Orso, poi il capo che non si sa.

Otto giorni di vacanza per Ennio, con sessioni quasi ininterrotte di wii e giochi al computer con l’ amichetta preferita e grandi sessioni di pernottamenti: prima lui da lei, poi lei da noi (“Senti, ma sei sicura che a sua madre stia bene che dormano insieme nel lettone?” “E perché no, io la scelta gliel’ ho proposta, se va bene a loro, tanto sono piccoli” e infatti al mattino li ho beccati svegli a leggere Topolino quasi al buio), poi di nuovo lui da lei (“Se rimani a dormire possiamo metterci sui divani e guardare la Tv” “Oh, e c’ è il calcio, stasera?”).

E poi quattro: i giorni dai nonni per Pasqua, con cuginetto major che non gli sembrava vero fare giochi scatenati con i cugini grandi e zio preferito e cuginetto minor che lancia giocattoli dall’ alto per scoprire la forza di gravità e ci parla nel suo gergo bilingue ungaro-batavo.

Due: gli agnellini alla cui nascita hanno assistito in diretta (“E nonno ha infilato la mano nel buco della pecora e sono usciti insieme a tanta acqua e cacca” “Quello era liquido amniotico”, “Bruno perché non vieni a vedere?” “L’ agnellino non si muove, ho paura, è morto?” “Ma no, eccolo che si muove” “E mamma, l’ agnellino era sporco di sangue, ma è normale, poi la sua mamma l’ ha ripulito”.

fotoQuattro le lasagne che contrariamente a ogni previsione i miei figli hanno accettato di aiutare a preparare.

23.000, gli euro che l’ ufficio imposte ha deciso che gli devo e tocca spiegargli che magari glieli dovessi, sarei felice anch’io, ma ora decisamente no. Ma mi do da fare per il prossimo esercizio, prometto.

Appendice dieci, le unghie pittate con il mio nuovissimo smalto color tabacco (“Amore, ma come hai fatto a prenderti a martellate tutte e dieci le dita?” “Bastardo”).

Decisamente, dei gran bei numeri. Sarà che è primavera.

Perdersi la modernità per strada, o dei bisogni indotti

IMG_4974Giorni fa mi ha scritto un’ incaricata della Procter & Gamble, rivolgendosi a me che come moglie e madre sarei sensibile al problema delle macchie sui vestiti (P&G è una multinazionale di consumer goods e possiede quei grandi marchi di detersivi che tutti conosciamo) ma poi ho capito che ha scritto a un sacco di gente che conosco. I punti deboli di quella lettera li ha  esposti ottimamente Serena qui. Però nel frattempo si è scatenato un train of thoughts e discussioni online sull’ argomento e così mi sono ricordata che io su certe cose ci avevo già riflettuto tempo fa. Vi ripropongo i contenuti di quel post, rielaborandoli con il senno di poi. Continua a leggere Perdersi la modernità per strada, o dei bisogni indotti

Consigli d’allattamento in particolare a Sun of York

latteIl bello del mommy-blogging è il principio del perpetuum mobile. Anche se i tuoi figli finalmente sono cresciuti e vivono fasi completamente diverse (da farti rimpiangere, a volte, le notti insonni passate allattando, ma non posso dirlo alle neo-madri o mi menano), ci sarà sempre qualcuno con un bambino di sei mesi a porsi le stesse, identiche domande a cui poi tu hai trovato delle risposte, ma sempre troppo tardi rispetto al momento in cui servivano a te. E siccome è perfettamente vero quello che ti dicono del parto, ed è vero anche per il resto, poi ti dimentichi tutto perché la vita va avanti e ti incalza con sfide sempre nuove, ho deciso di ripetermi un pochino pure io. Parliamo di allattamento e come sopravvivergli. Continua a leggere Consigli d’allattamento in particolare a Sun of York

Aperitivo del 14 febbraio ad Amsterdam, corsi, ricorsi e trucchi

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Nota: per motivi organizzativi e perchè uscire a san Valentino è molto più bello (non ci credo ma suona bene), l’ aperitivo del 9 febbraio lo abbiamo spostato al 14.
Finalmente è pronto il programma dei miei corsi di enogastronomia e lingua (la cosa più difficile per me è fissare date inamovibili per i mesi a venire, infatti la prima l’ abbiamo già spostata).
Prima però bisogna sgombrare la dispensa per fare spazio ai nuovi vini e specialità. quindi ho deciso di iniziare con un bell’ aperitivo per assaggiare tutto, e poi chi vuole può acquistare olio di oliva dop, vino e specialità varie.
Ringrazio tutti i produttori che mi hanno permesso di vendere, per quest’unica volta, ai prezzi franco cantina e frantoio.  
E ringrazio inoltre i miei amici Luisella e Hank per ospitarci in pieno centro: sul Prinsengracht, di fronte alla casa di Anna Frank, un posto comodissimo da raggiungere a piedi e con i mezzi pubblici (fermata Rozengracht/Westerkerk). Per il parcheggio è un po’ più difficile, ma chi viene in centro ad Amsterdam in macchina (non so, io, per esempio, per scaricare tutto?)
Ditemi cosa ve ne sembra. E se vi interessa partecipare o regalare una delle lezioni, contattatemi allo 020-419 7484 o presso info@madrelingua.com.
APERITIVO DI INIZIO
14 febbraio,  ore 19-22 Prinsengracht 156,
Aperitivo Uit de kast – svuotiamo la dispensa, € 10 p.p.
Cominciamo con un incontro atipico dedicato al riordino prima delle prossime lezioni: devo svuotare la dispensa da tutti gli olii e vini e robine buone rimaste per fare spazio ai nuovi arrivi e conto su di voi, che invece magari vi dovete rifare le scorte. All’ ingresso potete acquistare un bicchiere da degustazione (da riportarvi a casa) e potrete assaggiare tutti i vini insieme a stuzzichini appositamente abbinati. Se poi i vini e gli oli vi piacciono tanto da volerli comprare per portarli a casa, i prezzi della serata sono quelli franco cantina in Italia, un’ occasione che non ricapiterà più. Gli stuzzichini invece ve li dovrete cucinare da soli a casa. 
 
Chiara
Chiara Caporali sarà presente per una revisione veloce del trucco di tutti i giorni. Chi lo desidera venga truccata come fa di solito e in mini-sessioni individuali lei vi indicherà i punti forti e quelli da migliorare dando pratici consigli. Chiara potrà inoltre darvi maggiori informazioni riguardo il nostro programma degli aperi-trucchi.
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VINO
8 marzo, 19.00-22-00
Verticale di vini piemontesi (Boca DOC e nebbiolo), € 39 p.p. con cena
Durante una degustazione verticale si paragonano varie annate dello stesso vino. È un’ esperienza molto interessante che ci permette di comprendere a fondo come le diverse annate e le variazioni climatiche, più l’ invecchiamento, influiscano su di un vino Di solito non è semplice, specialmente qui in Olanda, procurarsi le bottiglie necessarie, ma questa volta grazie alla collaborazione del Podere ai Valloni ce la facciamo. Nel corso della serata verranno serviti piatti in abbinamento. 
 
12 aprile, 19.00-22-00
Vini a base di vitigno sangiovese da est a ovest, € 39 p.p. con cena
Il sangiovese è il vitigno rosso più coltivato d’ Italia, alla base dei più famosi vini come il Nobile di Montepulciano, il Brunello di Montalcino, il Morellino di Scansano. Ma tutti conosciamo anche evviva la Romagna, evviva il sangiovese. Degustando di seguito vini a base di sangiovese dalla Romagna all’ Umbria, alla Toscana, ci renderemo conto di quali siano le caratteristiche comuni al vitigno e che espressione trovano nei vini prodotti in terroir diversi.
 
Giro eno-gastronomico d’ Italia
maggio ci sarà una pausa nelle lezioni ad Amsterdam, ma chi vuole potrà unirsi al Giro eno-gastronomico d’ Italia a Utrecht il 10, 24 e 31 maggio. Tutte le informazioni qui.
 
14 giugno 19.00-22-00
I vini friulani, € 39 p.p. con cena
Il Friuli, enologicamente parlando, è una regione ricca di vitigni e vini unici, ma relativamente poco conosciuti. In questa lezione degusteremo diverse varietà di vini friulani, accompagnati da piatti tipici, raccontati da esperti friulani doc.
 
CUCINA
IMG_52899 e 23 marzo, 18.00-22.00
Paste & Sughi, due lezioni con cena, € 65  
Questo corso ho iniziato a tenerlo nel 1993 a Groningen e nel corso degli anni l’ ho ripetuto innumerevoli volte per bambini, adulti, gruppi di addii al celibato, scuole, feste di compleanno. Si è evoluto nel tempo insieme a me e a tutte le cose nuove che in questi anni ho imparato sulla cucina italiana.
Ho il piacere di riproporvelo in una nuova veste il 9 e il 23 marzo dalle 18 alle 22, proponendovi classici italiani a base di grano duro (orecchiette), all’ uovo (garganelli e varie paste a nastro) e ripieni.
Ci ospita Arclinea nella sua splendida showroom in Valkenburgerstraat 167.
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22 giugno 10-15
I piatti di pesce, lezione e pranzo € 50
Dopo il successo delle due lezioni con gita scolastica all’asta ittica di Wieringer della scorsa estate, ripetiamo questo classico corso con pranzone per prepararci degnamente all’ estate. Insieme cucineremo una serie di antipasti, un primo e un brodetto di pesce, accompagnato dall’ autentico cous-cous alla trapanese di Michela Mazzeo.
Nel corso del pranzo assaggeremo i vini più adatti ai vari piatti.
 
LINGUA 
Italiaans voor wijnliefhebbers, vrijdagochtend 10.00-12.30, Sint Jansstraat 37
Vanaf 1 maart tot 19 april een beginnerscursus Italiaans van 8 lessen = 20 uren. Het is de culinaire versie van ons bekende Espresso-cursus Italiaans waarmee je als beginner klaargestoomd wordt om een (wijn)vakantie in Italie te overleven. Het is een communicatieve cursus, met speciaal ontwikkeld lesmateriaal om snel Italiaans te verstaan en te spreken. Als huiswerk moeten de cursisten een wijn proeven en beschrijven in het Italiaans, aan de hand van de lesschema.
8 lessen van tweeënhalf uur. Totaal 20 uur: € 250 + € 50 voor het pakket van 8 huiswerkwijnen
 
Café Nederlands (Lezioni di olandese)
Olandese pratico, colloquiale e dinamico con insegnanti di madrelingua

Il martedì, dalle 19.30 alle 21.30. 15 lezioni di 2 ore: € 300
 
Per informazioni e iscrizioni: 020-419 7484 o barbara@madrelingua.com.
 

L’ Islam e la donazione di organi

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Maschio alfa e io abbiamo firmato da anni il codicillo in cui in caso di morte mettiamo i nostri organi a disposizione. Una volta ne abbiamo persino parlato con i bambini (sono stati loro a cominciare, facendo le solite domande, giuro) e a loro ha fatto un pochino impressione la storia dell’ integrità del tuo corpo, una cosa che specie a Orso, che è ancora piccolo, non piace affatto. Era l’ altroieri quando a ogni graffietto e perdita di sangue si metteva a piangere terrorizzato, noi abbiamo sempre reagito con calma e ultimamente riesce a sopportarlo meglio. Ma ancora ieri ci ha raccomandato:

“Quando muoio non voglio essere creminato“.

Ma dicevo dell’ Islam e della donazione di organi, come ci sono arrivata?

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Vi presento: Scialba della Zozza and her handy household tips & tricks

La mia bisnonna, Annina Silveri, si era ritrovata come soprannome la Pulita (e tutta la dinastia appresso a lei pure, quindi sua figlia e mio nonna era Peppina della Pulita).  Io invece so da sempre di essere il peggior incubo di qualsiasi suocera italiana, di quelle che hanno la casa linda e pinta e ti fanno mettere le pattine e infatti mi sono maritata fuori le mura.

Mia nonna, disperata, più di una volta guardando la camera della mia adolescenza, diceva sconfortata:

“A te dovrebbero piuttosto chiamarti della Zozza”. Continua a leggere Vi presento: Scialba della Zozza and her handy household tips & tricks

Matrimoni 2.0

letto santo stefano, particolareVi ripropongo, rielaborato e spolverato, un post del lontano 2008, prima del trasloco, prima del terremoto all’ Aquila, prima che i figli mi riconcedessero delle ore di sonno e prima che la pace nel sonno me lo togliessero la vita, le sfighe, lo stress e gli entusiasmi. E prima che scoprissi i social-network come sostituto delle pecore da contare. Ma il messaggio è sempre valido. Continua a leggere Matrimoni 2.0