Coccola la tua casa, come affrontare la manutenzione annuale straordinaria

Gennaio, dopo tutte le feste e le corse di dicembre è tradizionalmente un mese un po’ pigro e in genere le aziende, le famiglie e un po’ tutti quanti cerchiamo di prendercela comoda dove possiamo. Per questo per me è il periodo per fare i grandi lavori: controllo l’ amministrazione, cerco di mettermi alle costole di chi non paga, e spesso e volentieri metto mano ai lavori di casa.

Ho visto che anche altri lo fanno, magari grazie anche all’ aiuto di eventuali regali in denaro ricevuti per le feste e con un occhio ai saldi. Quindi mi dico che sicuramente è il periodo giusto per molti.

Oggi per Genitoricrescono ho scritto uno schema a punti che mi sono fatta consultando durante tutte le feste siti, esperti e decaloghi altrui, fino a farmi un’idea di quello che fa per me. Ho pensato un po’ a quello che volevo dalla nostra casa, che comunque è come la fabbrica del Duomo, stiamo continuamente sistemando qualcosa. Poi sono partita come sempre, un po’ d’impulso, un po’ in modo ragionato visto che mi si sono sedimentate tutte le elucubrazioni.

E mentre scrivevo il decalogo per GC mi è scattata la famigerata botta di logorrea per cui sono, giustamente anche, famosa. E dopo un po’ mi sono detta che ai cari lettori di genitoricrescono e anche ai colleghi non glielo posso fare, sempre i post lunghissimi quando si sa che i lettori di blog stanno cambiando, l’attenzione è sempre più frammentaria e nessuno ha tempo di leggere. E però mi dispiace non raccontarvi come procede l’apparentemente caotica gestione di casa nostra, perché alla fine tutti i nodi vengono al pettine (no, non è proprio l’ espressione adatta, aspetta, ci riprovo) alla fine tout se tient e l’ importante è quello che ho imparato nel processo. E l’ essenza di quello che ho imparato nel processo è:

1) Non fare acquisti d’ impulso su e-Bay, anche se l’ asta sta per scadere e tu non hai ancora in piedi i presupposti che ti permettono di aggiungere quel pezzo bellissimo di design al tuo ambiente

2) Ogni lasciata è persa, se è bellissimo, se ci stavi già pensando, se costa pochissimo e hai modo di trasportarlo fino a casa senza svenarti finanziariamente, fallo. E quando ti ricapita una libreria di Molteni, un divano di Bretz – oltretutto fuori catalogo nel frattempo – una lampada di Artemide a un quinto del prezzo da nuovo? Vai, lo esamini, ci pensi e poi ti butti. O anche no. Io per esempio sono già 5 i divani che vorrei che vedo passare su e-Bay. Fino a che non ho tempo, soldi e non convinco Maschio alfa che se tolgo dalla cucina/soggiorno il cassettone e il divano vecchio di quarta mano il Bretz ci sta, anche se è enorme, l’ unica cosa che posso fare è riordinare, pulire e fare spazio. Fatto questo, si decide meglio, e si decide in 4 (i figli prima di Natale hanno preteso di avere voce in capitolo anche nell’ arredo di altri spazi e non solo camera loro. li sto manipolando sul Bretz da allora e ne sono entusiasti).

3) Fai quello che ti pare e ti dà soddisfazione purché non ti illuda sul fatto che ci vorrà più tempo, fatica e pulizia di quello che avresti voluto. E anche quando non ti illudi, sappi che sarà sempre un po’ di più. Ma se ne vale la pena per te, ne vale la pena. ti godrai una casa un po’ più accogliente, un po’ più tua, un po’ più fruibile. E come dice anche mia madre, se uno non fa qualcosa, e che vogliamo fare nella vita, andare avanti in attesa della morte? No, no, ognuno si scelga quello che lo rende felice e lo faccia, che importa se non è seconde le regole che ti hanno inculcato. La vita è una e la schiena anche amale entrambe, non risparmiarle, ma non spezzartele neanche nell’ interazione necessaria.

E adesso ve lo spiego con un peresempio. Quello che non ho avuto cuore di aggiungere al catalogo di là

A casa nostra c’ è una libreria larga 180 cm. di cui un’ estremità poggia su un cassettone largo pure 180 cm. 180 + 180 – i 60 cm in cui si sovrappongono fa troppo per i muri che abbiamo senza che il tutto incomba e tolga luce e ariosità.  Per questioni di spazio li abbiamo separati, intorno alla libreria su un muro più corto abbiamo costruito una colonna e dei pensili con un sistema di catalogo poco costoso (tre gennai fa ho passato un mese a disegnare alternative sulla carta millimetrata) e il cassettone da allora sta sotto la finestra a fare angolo col divanetto a due posti per capire se ci piace il divano ad angolo. Ci ho messo sopra cuscini, gran foulard, niente, sta in mezzo ai piedi e nessuno ci si siede comodo. Dobbiamo toglierlo così ci possiamo comprare un divano serio.

Figlio 1 vorrebbe il cassettone in camera sua, quindi prima delle feste ho trasferito il suo scaffale dei giocattoli in camera del fratello, dove lo scorso gennaio avevo piazzato un lettone a soppalco. Adesso sistemeremo camera di figlio 1 per fare spazio al cassettone, forse gli toglieremo definitivamente il letto a castello scassato sopravvissuto a tre traslochi e gli metteremo temporaneamente il lettone a una piazza e mezzo inutilizzato a casa di mia madre in attesa di comprargliene uno nuovo. A quel punto il cassettone ci entra e sarà comodissimo per sostituire lo scaffale giocattoli trasmigrato al fratello.

Già che stiamo facendo tutto ciò ne approfittiamo per ridipingergli camera (cosa che dal fratello è avvenuta prima di mettergli il soppalco) e i battiscopa mai messi dal trasloco 6 anni fa, ma prima eliminiamo il letto a castello, lui dormirà per un tempo indeterminato dal fratello.

Insomma, prima o poi, il processo che era iniziato con un utilizzo meno ingombrante della bellissima libreria con cassettone di Molteni comprata a poco e per impulso su e-bay anni fa (“come fai a lasciare lì una libreria con vetrina e cassettone di Molteni a 700 euro che nuova ne costa minimo € 4-5.000?”), e definitivo arredo della camere dei bambini che dal trasloco stavano lì con mobili di recupero, terminerà trionfalmente con l’acquisto del primo, vero divano comprato a casa nostra, che è un anno che mi sto studiando quelli dell’ Ikea ma sono giunta alla conclusione che quello che voglio davvero è il divano La Ola della Bretz, che NON ho comprato 13 anni fa quando ero incinta perché al posto dei piedi ha delle molle e già mi vedevo il bambino infilare le dita nelle spire mentre qualcuno si sedeva sul divano, tranciandogli di colpo le ditine, e insomma, La Ola non è più in produzione ma ne ho già viste passare 5 in due mesi su e-Bay a un quinto del prezzo da nuovo. E mica posso lasciare un Bretz lì a un quinto del prezzo?

Per dire che bisogna sempre seguire gli impulsi, che comprare pezzi buoni e costosi che durano una vita di secondamano per me è meglio di comprare nuovo un pezzo da poco (anche se poi vivo praticamente dentro l’ Ikea e come si fa altrimenti?) ma l’ impulso lo paghi in altri modi, basta esservi preparati. Poi, ovviamente, ci sono anche le persone metodiche, organizzate, che si scrivono il budget e comprano solo quello che vogliono quando gli serve, ma se io fossi stata così adesso non avrei scritto i post sull’ economia domestica minima. O come dicono gli olandesi: il canottiere rema con le cinture che ha, ovvero quando ti tocca remare ti tocca, ed è inutile pensare a come lo avresti fatto meglio se.

O come dice chiunque entri per la prima volta in casa nostra: questa casa ha tanta personalità e a seconda dal tono in cui dicono: tanta, si capisce se quel giorno avevo dato una mezza pulita o era esplosa la bomba.

Insomma, con questo spero di avervi fatto venire voglia e convinto che ne vale la pena (o avervela tolta del tutto, tanto cosa c’è di male in una casa serena, ordinata e al diavolo la personalità? che c’ è tanto di buono da dire anche su queste).

E ve l’ avevo detto che il presupposto a tutto ciò è stato regalare la mia vetrina bellissima, amatissima, scomodissima, comprata prima dei figli ai saldi (il design cerco sempre di comprarlo ai saldi) a mio fratello che invece a casa ha una nicchia in cui ci entra talmente bene che sembra fattapposta? Che nella vita i sogni, i desideri, la bellezza e l’appagamento, vanno e vengono e tornano e ripartono, l’ importante è goderseli al momento con un occhio all’ eternità e uno al portafoglio.

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