Ricette per un natale senza (troppo) stress

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La mia filosofia per le feste comandate è che bisogna godersele, non stressarsi. A me in genere servono per sistemare casa, scrivere le fatture arretrate, controllare i vestiti dei bambini per capire quanto gli tirano sui polsi e sulle caviglie i vestiti, che come crescono questi bambini, signora mia. Insomma, per rimettermi a pari con la manutenzione ordinaria e straordinaria.

Mettiamoci che le scuole ne approfittano per tenere noi genitori occupati con pagelle, colloqui, cene di Natale ecc. proprio quella settimana dell’ anno in cui tutti siamo stanchi, i figli sono isterici, qualcuno che si ammala, non lo auguriamo a nessuno, ma ci sta spesso anche quello. E il piacere di vedersi con gli amici, salutarsi, farsi qualche cenetta insieme visto che comunque stiamo pulendo la casa.

Insomma, come forse avrete visto per genitoricrescono ho scritto un post per regali e decorazioni senza fatica e fra pochi giorni ne uscirà un altro per le ricette senza fatica, perché natale, e la tradizione,dil vin brulè, e la casa da finire da sistemare, ma in tutto ciò una lasagna che sia una, e non la vuoi fare, anche solo per la santa memoria di Nonna Peppina? Su genitoricrescono il 22 dicembre la versione veloce per ospiti inattesi, sminchiamento vario festivo e lasagna rapidissima, ve lo anticipo così il 22 mentre starete a fare la spesa per il cenone vi prendete gli ingredienti, praticamente tutti a lunga conservazione, così se non vi serve a Natale la fate a Capodanno.

Ma dicevo di Nonna Peppina che tutte le Vigilie, dopo il cenone, in attesa della messa si portava avanti con la sfoglia della lasagna del giorno dopo, tanto che un amico giornalista polacco corrispondente per l’ Italia, incaricato di scrivere un pezzo sulle tradizioni natalizie italiane e memore di mia nonna, disse che “la lasagna è un piatto tipico della tradizione natalizia italiana e la madre di famiglia passa tutta la notte a prepararlo” (poi sarà subentrata la wodka, anche quella una tradizione della vigilia a casa mia. infatti un anno che pure noi figli eravamo maggiorenni e potevamo bagnarci le labbra nel bicchierino di pragmatica, io e mamma vedemmo inorridite, al rallentatore, quelle catastrofi che ti si svolgono davanti agli occhi e sei paralizzata e non puoi né urlare, né fermarle, ma solo accogliere l’ ineluttabile e vederle svolgersi sotto i tuoi oggi, insomma, nonna Peppina che appunto non era la wodka la tradizione sua, la portò alle labbra, fece uno sguardo schifato e rapidamente se la versò nel bicchiere di gazzosa. Vino e gazzosa. Insomma, noi vedemmo questo rimescolamento di wodka e vino che le ingollò subito per togliersi il saporaccio dalla bocca e dopo manco 5 minuti la sentimmo dire: “Oddio, mi è venuto un sonno, ma un sonno, scusate” si fiondò a letto prima ancora degli antipasti caldi e quell’anno saltò messa e sfoglia). Il mattino dopo io e mia madre che avevamo assistito inorridite al fattaccio, ma poi non potendoci comunque mettere rimedio passammo agli antipasti caldi, e alla zuppa, e alle 6 portate di pesce e al dolce e alla frutta e al torrone senza colpo ferire, le raccontammo cosa era successo. “Ma non mi potevate fermare prima che la bevevo?”. Eh, no,  non  ci siamo riuscite.

Quindi io con tutto questo e scusate per la digressione rimembrantizia, ma è Natale e la nostalgia, e i ricordi, e meno male che un anno  mia madre ci ha provato a dire: “allora venite prima da me così facciamo la vigilia e natale e cucino io e poi andate in montagna”, e si è sentita rispondere: “no, senti, prenota invece in montagna dal 23 e dì alla signora che tutti i cenoni di vigilia, natale e Santo Stefano li facciamo da lei”, che fino a che uno sta a spendere quelle due lire per le feste, meglio stare rilassati, che già a Natale ci si mette un attimo a litigare con la propria madre, meglio non cercarsele le occasioni, o come dicono in Polonia non tentare il diavolo, che come per la wodka di nonna, è un attimo e poi è troppo tardi per porci rimedio.

Ecco, la mia maledizione sono poi le scuole, che dopo aver appena deciso con mio figlio che al cenone della sua scuola porteremo il nostro meraviglioso sciroppo di sambuco (si, questo è uno dei post vintage lunghissimi che le digressioni, altro che le svolte di Popoli, ma la ricetta sta alla fine e in corsivo, se vi serve di saltare la parte narrativa) stamattina mi sento dire che no, le bevande ce le mette la scuola e che lui vuole portare i annkoeken. 30. Col cavolo, abbiamo dirottato su pizzettine con pasta sfoglia congelata ritagliata con le formine da biscotto e un avanzo di sugo in frigo.

E con l’ avanzo di pasta sfoglia ho fatto questa fantastica Pizza salata degli avanzi.

Ingredienti: stendete col matterello gli sfridi della pastasfoglia e con un piatto a farmi da stencil ho ritagliato due cerchi

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Il primo l’ ho messo sulla carta da forno e l’ ho coperto con una mousse fatta di fave lesse che non avevano incontrato il favore dei figli, insaporite con un po’ di pomodori secchi sottolio e acciughe, il tutto passato al minipimer.

ho coperto con l’ altro disco facendo intorno il pizzico per chiudere i ravioli 20141218-152350.jpg

 

Ho decorato e infornato e la mangeremo durante la cena di natale in palestra, per la festa di tutti i genitori con il DJ, che avere un padre DJ professionista a scuola ha sempre un suo perché.20141218-152340.jpg

Insomma, il mio consiglio è di mettervi in freezer un paio di confezioni di pasta sfoglia e anche pastafrolla se la trovate, un pacco di pisolini, una bottiglia di wodka,  come dicono i boy-scout, siete a posto per le feste: be prepared.

E noi ci prepariamo alle sante feste anche se resteremo a casa a fare la manutenzione, che c’ è crisi, signora miaaaaaah.

2 pensieri su “Ricette per un natale senza (troppo) stress

  1. La pasta sfoglia comprata te la passo, la frolla (o brisée per le preparazioni salate) no: ci vuole un amen a farla nel robot o a mano, e poi te la metti in freezer per le emergenze.

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