I tutorial della casalinga pigra: come stirare le camice (ma molto di malavoglia)

IMG_9699Io odio stirare, ma proprio perché a 12 anni ho iniziato a stirare i cumuli di camice dei miei, che gli servivano per lavorare e considerato che uscivano presto e rientravano tardi, ci pensavo io. Anche perché a 14 anni ho cominciato a prendergliele in prestito, perché tutti gli adolescenti sono convinti di non avere niente da mettersi, ma nel mio caso era abbastanza vero, e quindi un po’ la passione per l’ oversize, un po’ quella per le camice bianche, un po’ che ero cresciuta abbastanza e improvvisamente mi si aprivano due armadi altrui, insomma, il minimo che potevo fare era rimettergliele a posto nell’ armadio dopo averle usate io (che tanto uscivano la mattina presto e rientravano la sera tardi e me mi vedevano sempre in pigiama).

Con maschio alfa non abbiamo posseduto un ferro da stiro fino a che non ho iniziato a lavorare in uniforme, avevo due camice, una a maniche corte e una a maniche lunghe e mi toccava tenerle a posto. Poi ha iniziato a lavorare lui e da bravo maschio olandese se le stirava da solo oppure, fino a che avevamo qualcuno che ci aiutava in casa, le stirava qualcun altro. Adesso siamo nella situazione che io ho poco lavoro retribuito e sto di più a casa, lui ha un sacco di lavoro arretrato e poi ci mette più tempo di me, quindi ho ricominciato a stirare.

Insomma, odio stirare ma per le camice sono velocissima e ho il mio metodo collaudato che metto a disposizione di tutti coloro che si pagano il mutuo dovendosi presentare al lavoro con la camicia stirata. Ma siccome l’ideale nella vita sarebbe non stirare affatto, che è più ecologico, vi metto anche alcuni consigli su come evitarlo.

Prevenzione a monte

A un certo punto ho iniziato a comprarmi i vestiti in previsione di non stirarli. Con tutte le magline e tessuti tecnici che girano oggi, tocca proprio amare il tessuto inamidato per insistere. Ho sostituito le camice di seta e lino con dei bellissimi twin set per le volte che mi devo vestire più formalmente, le giacche le compro ai saldi, le arieggio bene tra un uso e l’ altro e le porto in tintoria al cambio di stagione, se proprio serve e seguendo un ottimo consiglio di Paola Maria Traspedini, la mia guru dello Stile Quotidiano, abbondo in vestiti di maglina. In qualsiasi catena se ne trovano da quelli a canottiera estivi a quelli con le maniche lunghe invernali, in genere li scelgo in cotone o simili, se devo renderli più habillé si fa subito a metterci sopra una giacca, foulard, collana, sciallino o cardigan, e altrimenti, quando cerco disperatamente di far addormentare i figli entro tempi umani e poi invece sono io che mi abbiocco e mi risveglio alle tre di notte in un letto non mio, si fa subito a togliersi il reggiseno da sotto che come camicia da notte restano comodissimi.

Anche per le camice ci si libera di molto lavoro se ci si pensa a monte. Compratene poche ma buone, cercate stoffe che non fanno troppe pieghe, basta a volte stringere la stoffa in un pugno e guardare come reagiscono le pieghe quando la si lascia andare. Evitate anche i colletti button down, che a girare intorno ai bottoncini del colletto si perde tempo, e poi magari si staccano e vi tocca pure ricucirle. Una bella camicia classica, senza ruches, piegoline, decorazioni, non si sbaglia mai. E se adesso trovate quelle leggermente elasticizzate, esistono anche da uomo, compratele, riempitele e si stendono da sole.

Se anche voi fate parte della categoria di gente che indossa le camice perché ci è costretta dal lavoro che fa, sceglietele bene. Io adoro Marks & Spencer per esempio perché hanno un sacco di abbigliamento formale da ufficio a poco, e hanno anche linee di camice a bassa manutenzione se non addirittura che non si stirano. Quando andate in vacanza in un posto dove ci sono i loro negozi, fateci un giro, che male non vi fa. Queste camice basta lavarle, afferrarle saldamente per il colletto e farle schioccare come bandiere e appenderle sullo stendino di plastica, abbottonandole.

Un’ altra soluzione meno intuitiva è quella di comprare vestiti e abiti di lino. Il lino per definizione si stropiccia e ha di bello appunto il modo con cui lo fa. Inoltre si presta benissimo a un paio di tecniche alternative che vi dico qui sotto.

Alternative al ferro da stiro

Ci sono quelle persone che hanno una tecnica speciale per stendere le camice tirandole, stendendole, sistemandole in modo che si asciughino perfettamente senza pieghe. Se qualcuno me la vuole spiegare, sarei felice, ma da quel poco che ho capito, è una tale scocciatura farlo bene che io faccio prima a stirarle, visto che sono veloce.

Un’ altra tecnica che va bene per i periodi di canicola e anche per il lino è dell’ asciugatura a sgocciolo. Inzuppate di acqua il capo da asciugare (se per esempio avete un’ ottima centrifuga toccherà immergere i capi nell’ acqua) e poi stendete nel modo più dritto possibile usande se servono tante mollette. Il peso dell’ acqua che sgocciola a terra tende la stoffa mentre si asciuga. Non si può usare sempre a meno non viviate in climi tropicali, ma in estate è più piacevole giocare con l’ acqua che con il vapore del ferro da stiro. è fantastico per tutte le cose di forme semplici, tovaglie, lenzuola, federe, mantelle da supereroe.

Le famose camice a bassa manutenzione, le t-shirt, i jeans e simili invece si lavano in lavatrice, si strizzano o gli si fa fare mezzo giro in asciugatrice e si appendono direttamente su uno stendino ad asciugarsi, o su un corrimano tondeggiante in piano per stenderli senza creare la riga del filo che poi va stirata. E comunque basta arrotondarsi un po’ fisicamente che la maglina si tende e ti si stira addosso (consiglio per questo anche le lenzuola con gli angoli in jersey, che si stirano da soli pure loro).

Insomma, questa tecnica della maglina che poi tanto si stende io la uso con tutto perché una volta asciugati jeans, magliette e tute e felpe dei maschi di casa, se proprio proprio devo esagerare me li piego per benino sul tavolo e basta passarci sopra energicamente con le mani, impilarli, e se avete quei bei comò con il piano in marmo, metteteci sopra la pial, schiacciatela con qualcosa di pesante e fatele stare per un po’.

Se volete fare come le nostre nonne, piegate bene le lenzuola, sedetevici sopra e sculateci mentre vi guardate il vostro programma preferito, che l’ ancheggiamento vi fa tanto bene agli addominali e intanto la stoffa si alliscia.

Ma per le camicie, a parte che ci si può semplificare la stiratura appendendole al filo per il colletto (facendoci passare il filo sotto l posto della cravatta e tenendolo fermo con le ciappette) tocca proprio mettersi al lavoro. Questo quindi è il mio metodo.

Come stirare le camice spicciandosi

Intanto tocca attrezzarsi: so di gente bravissima a stirare sul tavolo di cucina foderato con un asciugamano piegato e sopra una tovaglia, ma è faticoso. Basta una buona tavola da stiro, e siccome noi siamo alti, ne scelgo sempre una robusta con la possibilità di regolare l’ altezza. Se ho mal di schiena e poca voglia la abbasso ad altezza seduta sul divano e posso cercare di guardarmi qualcosa, un film o altro. Ma l’ ideale e metterla a un’ altezza che ci permetta di stirare senza piegare la schiena, che poi ci farà male.

Inoltre se preferite cotone e lino, attrezzatevi con un buon ferro a vapore, in questo momento ne ho uno con il serbatoio esterno, tocca dargli un po’ di tempo per scaldarsi, ma avere un bel gettone di vapore aiuta assai.

L’ idea è di seguire un ordine di stiro delle varie parti della camicia (collo, spallone, maniche, schiena, falda davanti con i bottoni, falda con le asole) in modo che si stirino per ultime le parti che devono essere perfette e si vedono di più, ovvero il davanti.

IMG_97001) Si inizia dal colletto, stendetelo sulla tavola con l’ esterno in giù e stiratene energicamente la parte interna. Poggiate il ferro.

IMG_97012) segue lo spallone, infilatelo nella punta della tavola da stiro con l’ interno in sotto e con un colpo solo stiratene la metà. Se vi impratichite stendete l’ altra metà sulla tavola e fate anche quella. Altrimenti poggiate il ferro, rigirate la seconda metà dello spallone sulla punta, tirate bene e stiratela. Poggiate il ferro.

IMG_97023) afferrate i due capi della cucitura della manica, con pollice e indice di entrambe le mani, una dal lato sotto l’ ascella e l’altra dal lato dove si unisce al polsino, Tirato la cucitura che sarà il vostro punto di partenza per stendere la manica perfettamente piegata in due sulla tavola. Passateci sopra le palme delle mani per stendere bene, se volete, o fatelo direttamente con il ferro. L’ apertura del polsino deve essere rivolta verso l’alto.

NB: io lo so che ci sono persone stilosissime (e che probabilmente non si stirano da sé le camice) che odiano la riga di stiratura a metà della manica, ma io non ho di questi patemi e mi rifiuto di farne un problema. Se invece a voi scoccia o dovete infilare la manica nella mini tavoletta fatta apposta per stirare le maniche, o ve la ruotate mano a mano che la stirate senza mai raggiungere l’ orlo).

IMG_9703Se avete stirato a modo mio basta aprire bene l’ apertura della manica e stirarvi il polsino dall’ interno, come avete fatto con il colletto.

4) ripetete la stessa identica cosa per l’ altra manica: afferrate i due capi della cucitura, stendete piegando a metà, stirate la manica,s tirate il polsino. Nelle pieghe vi infilate con la punta del ferro  e stirate con quella. O ci mandate un bel getto di vapore, poggiate il ferro e tirare pianino i lati della piega, che essendo umida di vapore finché dura si stira con la semplice tensione.

IMG_97045) voltate la camicia, e stendete sulla tavola il dorso, tenendo il colletto dal lato stretto della tavola. Usate anche qui la cucitura di fianco alla camicia come punto di partenza, tirandola bene per stendere, cominciate a stirare in lungo dal colletto al’ orlo e mano a mano ruotate sulla tavola la parte ancora da stirare fino a che non finite. Essendo la nostra una famiglia di persone XXL ho scelto apposta una tavola da stiro più ampia del solito, in modo che con due passaggi faccio una schiena.

IMG_97056) a questo punto voltate la falda con i bottoncini sul piano, sempre con il colletto dal lato della punta della tavola da stiro, pareggiate l’ angolo della manica con l’ orlo della tavola e stirate. IMG_9706Quando avrete steso la falda bene, passate la punta del ferro da un bottone e l’ altro per stirare l’ orlo, e alla fine passate la punta sul lato esterno per finire anche quell’ angolino lì (se volete, eh, perché tanto sta sotto la riga delle asole, che è tanto più facile da stirare, e quindi chi lo vede se lo spazio tra un bottone e l’ altro non è perfettamente stirato? Io salterei).

7) Finalmente mettete sul piano la falda con le asole, che non avendo interruzioni di sorta, basta tirarla un pochino, e stirarla eprfettamente e pace.

A questo punto appendete la camicia sullo stendino, abbottonate il secondo bottone che si fa prima che ad abbottonare il primo che ha anche l’ asola sulla parte rigida del colletto, appendete e dimenticatevene fino al giorno in cui la indosserete.

Passate alla camicia successiva.

Note conclusive

Se avete una pila di camice di tessuto diverso, cominciate da quelle in lino, poi abbassate leggermente la temperatura e stirate quelle in cotone, poi quelle eventualmente sintetiche (che io sconsiglio, a meno non ne siate costretti da esigenze di uniforme, amore a prima vista con una camicia assolutamente deliziosa e simili) e finite con quelle in seta. L’ ultima di seta la fate a ferro spento che si risparmia elettricità.

Motivazioni etiche

Ma visto che il pianeta, e il buco nell’ ozono, e il riscaldamento globale, e il costo della vita e dell’ elettricità, me lo dite chi ve lo fa fare a stirare? Adottate soluzioni alternative e fatevi belli dicendolo che sono motivazioni etiche quelle che vi spingono a farlo, non il divano che sta lì ad aspettarvi con un libro da leggere e una bella tazza di tè.

7 pensieri su “I tutorial della casalinga pigra: come stirare le camice (ma molto di malavoglia)

  1. Ciao penso che stirare sia una di quelle cose che proprio non mi viene quindi la mia tecnica è non stirare nulla di mio e le camice di mio marito se le stira lui, no? Domani verrò ad Amsterdam a trovare la mia amica Olga (ti ricordi?) hai qualche bella libreria da consigliarmi che valga la pena essere visitata?
    Un bacio
    Silvia

  2. Mio marito fa uno di quei lavori per i quali e’ necessaria la camicia (per fortuna non tutti i giorni): sono arrivata ad accumularle anche nei lavaggi con il risultato che poi mi guardano, malconce e sdrucite, da sopra l’asse da stiro e a me voglia proprio non ne viene. Poi mi dico che in fondo mi piace stirare perché e’ un lavoro domestico che mi fa pensare: ce lo diciamo sempre quando qualcosa e’ proprio noiosa, vero? Comunque…delle calze ne vogliamo parlare? Lo so, lo so: voi non le stirate. Ma quanto tempo ci si perde a stendere dei calzettoni da uomo strizzati e centrifugati pur di non stirarli dopo? Se avete un metodo (per la “stenditura” o la stiratura) me lo suggerite?

      1. No, no, altro che calzette: qua mica parlo di fantasmini, che quelli basta piegarli e via nel cassetto. Parlo di quei bei calzettoni da uomo in filo di scozia monocromatico (blu o nero)! Te lo sei voluto l’uomo elegante? Ora te lo piangi!

      2. ‘spè, ma seriamente si stirano i calzini in filo di scozia? Comunque non me ne parlare, qui bisogna decidere al più presto per il calzetto blu, nero o grigio, comprarne pacchi da 12 tutti uguali così come li riaccoppi li riaccoppi e vanno sempre bene. Anche questa, purtroppo, una decisione da prendere a monte. A me è riuscita, col senno di poi, solo con i figli che ancora crescono. Compro due set diversi di calzette, uno per uno, così non eprdo tempo a guardare quali sono i pi`u grandi o i più piccoli, m che fatica signora miaaaaaaah (e quelli che si cacciano le calzette arrotolate/ dicono di lavargliele e asciugargliele e rimettergliele nei calzetti così come sono fino a che non imparano a buttarle nel cesto almeno aperte, ma anche qui, facile a dirsi ma ancora non lo faccio)

      3. La cosa più soddisfacente per me è’ proprio quando ne trovo una bucata (calza) cosicché la posso buttare per poter accoppiare la compagna con una rimasta vedova tempo prima! Ah, che soddisfazione!

  3. Barbara for president per i consigli per nn stirare e per i suggerimenti sul vestiario da comprare (quest’estate vado in vacanza in Inghilterra e SO in quale negozio entrerò, e perché); però, al momento della stiratura della camicia, anche il telefonino che fotografava ha avuto un mancamento… 😉

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