Naming and shaming: come violare le regole di Facebook e vivere felici (però, se mi votate…)

foto baNon so voi, a volte per le preoccupazioni mi viene la botta di insonnia e allora gioco a Candy Crush fino a che non mi riaddormento. Così una di quelle notti incappo su facebook su un casting della Galbani in Benelux alla ricerca di una mamma italiana e così tra insonnia e delirio di onnipotenza mi sono iscritta al casting. Che poi Galbani vuol dire fiducia e zia Filomena, quando ormai le erano rimasti solo un paio di denti, si nutriva di Galbanino, che da allora per me ha da un lato quest’ aria di casa e nido, dall’altro mi ha sempre dato l’ impressione di essere fatto con i derivati della cera con cui viene ricoperto, ma vabbè. Sono sempre i motivi sentimentali che ti fregano.

E ci ho messo questa foto tirata fuori dal profilo che mi aveva fatto la Zonzin, che lei si che è una signora fotografa. E già che devo indicare due ricette e cosa vuoi indicare alla Galbani, ci ho messo una ricetta al mascarpone e una al gorgonzola of course (il Galbanino no, non ce l’ ho fatta).

Poi me ne dimentico, fino a che non mi arriva una mail che dice che ho superato il primo giro di selezioni, fargli una liberatoria e passare alla fase in cui mettono i profili delle partecipanti sulla pagina facebook per farle votare.

Qui apro una parentesi, se voleste votarmi potete andare lì tranquillamente, e potreste vincere un Kitchen Aid. Sotto la foto del Kitchen Aid c’ è un tasto con su DOORGAAN e se lo cliccate arrivate in una gallery di 4 profili alla volta di aspiranti mamme italiane. Se vedete me e vi volete togliere lo sfizio di cliccare su STEM, non sarò io a impedirvelo, visto che sono già qui in ginocchio a pregarvi di farlo, e poi vi si allarga la foto, ci dovrebbe essere STEMMEN e voi cliccate anche quello.

Ora, quello che è successo a un po’ di gente e pure a me quando ho fatto votare un parente con il suo profilo, è che immediatamente dopo Galbani vi chiede l’ accesso ai suoi dati. E questo a parecchia gente, tra cui me, non piace, quindi decliniamo gentilmente. Bene, Galbani insiste: o mi dai i dati o il tuo voto non vale. Se insistete un paio di volte a dire di no, vi compare un messaggio di facebook che vi dice: guardate che se un’ applicazione non accetta un no come risposta, sta violando la nostra normativa. Segnalaci chi sono. Ecco, se vi succede, io vi invito a segnalarli.  Li ho pure avvertiti che non si stanno comportando bene e di non meravigliarsi se i miei infiniti contatti su Facebook (ooh, sono o non sono Mammamsterdam? Qualche contatto web ce l’ avrò al mondo) li segnalano, perché non è bello quello che stanno facendo.

Però a me piacerebbe anche venir votata e vincere. Non tanto per diventare la Mamma Galbani, che già era una cosa su cui avevo dei dubbi e ho chiesto ai miei amici su Facebook di non percularmi troppo per questa botta di debolezza, e poi, adesso che scopro di quali mezzucci fanno uso, voglio vedere come si pongono nei confronti di una candidata che da un lato ha un sacco di voti e dall’ altra gli ricorda che si comportano male. Perché non so vi, ma io da brava mamma frustrata adoro sculacciare i bambini discoli, purché non siano i miei (e infatti si vede che dalla frustrazione di non poter sculacciare i miei, mi cerco la Galbani per sfogarmi 😛 ).

Quindi io ho fatto la cosa seguente: alla fine il parente ha votato accettando di condividere i suoi dati con la Galbani. Poi siamo andati alle sue impostazioni sulla privacy, abbiamo cercato alla voce App e abbiamo impietosamente eliminato la Galbani. E siamo a posto.

La morale di questa storia è che non conviene violare le regole dei giochi che accetti di fare. Vuoi farti pubblicità su Facebook? Ne accetti le regole. Le violi? Ti becchi la segnalazione. Pensi di essere furbo? Mi possono ancora votare senza darti i dati. Hai violato delle regole per niente. Volete mettere la soddisfazione di farlo rilevare agli olandesi, che da 23 anni mi ammorbano con il loro mantre: regels zijn regels, le regole sono regole. E allora rispettatele.

Ne valeva la pena? No.

E ne valeva la pena per me montare questo ambaradan per chiedervi di votarmi? Si, voglio vedere come va a finire.

E poi le ricette dei miei gnocchi al gorgonzola e della mia torta mascarpone e caffè la volete, no? Votatemi, che la posto.

E poi quante altre mamme italiane paradigmatiche conoscete in Olanda? Appunto. Vi lovvo tutti, tanto una volta che prendo la deriva bimbaminkia, meglio andare fino in fondo. (Come si postano i cuoricini?)

12 thoughts on “Naming and shaming: come violare le regole di Facebook e vivere felici (però, se mi votate…)

  1. < 3 per il cuoricino, tutto attaccato 😀

    l'app galbani la tolgo dopo che hanno proclamato a vincitrice, se mi ricordo, che non vorrei che potessero capirlo e toglierti il voto. se son bastardi, può essere che lo siano fino in fondo.

  2. Ti piacerebbe, tipia, che i tuoi dati fossero eliminati del tutto. Io per pura curiosità ero andata a vedere (essendo cuoca di professione e oltretutto non-mamma non avrei potuto presentarmi come candidata). Ci ho girato intorno anch’io, maledendo le opzioni FB implacabili proprio come te, e alla fine ho deciso: beh, io clicco, tanto poi li cancello. Detto fatto, però è comparso il messaggino (ora non ricordo dove, forse per email) in cui si diceva che anche una volta cancellata dal “gioco” alcuni dei miei dati avrebbero potuto restare nel database Galbani e di scrivere a un certo indirizzo mail per farli eliminare del tutto. Fatto pure quello, grosso errore: ora hanno anche il mio altro indirizzo email, quello professionale. 😦
    Ergo: non sono mica nati fessi, lo sanno benissimo che ormai un sacco di gente conosce il trucchetto e raccolgono i dati al momento del clic. Che tu poi li blocchi dopo gli fa un bel baffo. Io adesso non clicco più su niente se non sono proprio convinta al 100%.
    Eccomunque: succes! come si dice qui in Kaasland. Più mamma Galbani di te non c’è nessuna! Euh… non so se sia un complimento, però era nato come tale. :))) Baci!

    Nicoletta

  3. Anche questo è un cuoricino, (utf-8).

    Dovresti avere “Mappa caratteri” da qualche parte. Prova a cercare da:
    start/Accessori/utilità di sistema/ (questo è windows 7).
    Tipo di carattere: Times New Roman e scendi dopo l’arabo ed il greco accentato ci sono i simboli ludici.lov.

  4. ehi Barbara, votata anche io, ma – e senza volerlo! – dall’account di mia figlia. galbani si divertirà con i suoi dati…
    in bocca la lupo 🙂

    1. e hai perfettamente ragione anche tu, sono io che penso sempre a male. Solo il problema non è che ti chiedano i dati, è che lo fanno in un modo che Facebook stesso ti avverte essere contrario ai loro regolamenti e per favore segnalargli le applicazioni che lo fanno.

      1. Infatti é una questione spinosa dei social network, da digital strategic planner ho organizzato anche alcuni concorsi on line, sia su social networks sia su siti. La gente partecipa piú facilmente a quelli sui social network proprio perché non ha lo sbattimento di riempire dei formulari con i propri dati, basta un clic e il concorso accede ai tuoi dati in automatico. Peccato che su Facebook le impostazioni di privacy sono piú complesse, non si tratta solo di indirizzo e data di nascita. Sei stata molto brava a segnalarlo ai follower 😉

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