Shaken, not stirred: S/conforto e le tecniche di respirazione

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Sono talmente abituata a viaggiare con Ryan Air che non mi ricordavo più che le linee aeree serie hanno i posti assegnati, così che mi sono dovuta spostare, ma avevo lo stesso il finestrino. E una volta atterrata e in attesa dello scatolone stracolmo di prosecco, carciofi e radicchi rossi di Treviso (e lane, non ci scordiamo le lane) ho guardato fuori dal vetro che ci separava dalla sala d’ aspetto di Schiphol e li ho visti seduti lì, con il naso immerso in un Topolino Pocket.

Una signora me li ha chiamati e ci saremmo baciati leccando il vetro senza remore batteriche, se in quel momento non fosse arrivato il mio scatolone e non li avessi potuti raggiungere fuori. Ci siamo abbracciati, baciati, detti che ci siamo mancati, e sussurrati parole dolci in segreto:

“Ti devo dire una cosa, ma te la dico all’ orecchio: io ti amo”, del mio Orsetto che mi guardava negli occhi. E poi ce ne siamo andati al Burger King che eravamo tutti stanchi e provati.

Eh, poi una volta rientrati cara grazia che sono riuscita ad aprire lo scatolone e mettere i carciofi in frigo (e infatti il formaggio e il salamino svizzeri stanno ancora nel borsone, ora che ci penso) e cercare di metterci a dormire. Cosa che tra traslochi vari non è riuscita per niente, e alla fine eravamo in tre nel lettone, come Cornelia madredeiGracchi con i suoi gioielli uno a destra e uno a sinistra, a respirare e cercare di rilassarci, ma niente.

“Mamma, proprio non ci riesco, ho pure fatto shanà, ma niente”.

Fare shanà è un tentativo di quando ho seguito un corso di meditazione Acem, che ci si concentra sul respiro e ti ripeti una parola che ti assegnano, a me shanà, appunto, e meditare regolarmente non mi è mai riuscito, ma a volte, se mi ricordo, chiudere gli occhi e ripetermela forse aiuta e per disperazione l’ avevo insegnata al quel gufetto insonne di Ennio.

“Allora ci sdraiamo, respiriamo e facciamo il body-scan“, che una che ha le amiche spiritual-sciroccate che la portano a fare le camminate sul fuoco, alla lunga quel paio di assi nella manica se si concentra li tira fuori, se funzionassero.

“Mamma, tu dici che devo respirare dalle dita dei piedi, ma io non ci riesco”.

“No, non dico che devi respirare dalle dita dei piedi, dico che quando respiri prova a immaginarti come in un cartone animato un raggio blu di respiro che ti sale dai piedi e quando lo espiri diventa rosso e si porta via tutti i pensieri che non ti fanno dormire”.

Hai voglia. Io poi avevo in mente quel paio di risultati elettorali che avevo fatto a tempo a sbirciare prima di trasformarmi, inutilmente, lo dico subito, nel guru della respirazione de noantri. E il sonno, nonostante shanà, e tutto il resto mi era passato, la stanchezza no.

“Ah, ma quindi me lo devo immaginare che respiro dai piedi?”

Immaginazione, quella che ci è mancata a tutti quanti. Io un po’, nel mio sano cinismo, non ci avevo mica creduto che la gente non si sarebbe fatta fregare per l’ ennesima volta dalla lucertola nazionale. Che lui si che gli assi nella manica li sa tirar fuori.

Però ecco, io sono contenta di aver votato chi ho votato. Ho persino pensato un pochino su come agire strategicamente, che la legge elettorale che abbiamo ci vuole una laurea in ingegneria aeronautica per capirla, ovvero il moto di fede che ti dice che anche una massa di acciaio può librarsi sopra le nuvole. Non ho capito il sistema ma ho fatto come consigliava chi dice di capirlo.

E girare per il nord Italia in treno in questi giorni, annusare umori, dubbi e paure della gente, toccare con mano la differenza tra le ferrovie lombarde, quelle venete e quelle ticinesi e altoatesine, la metro a Milano e quella a Torino, contare i negozi che chiudono e quelli che aprono, parlare con insegnanti, giornalisti, avvocati, imprenditori, agrari, operai e impiegati, ex-grillini, aspiranti grillini e grillini convinti, destrorsi e sinistrorsi, liberali e progressisti, PD-isti per cocciutaggine e principio, ex delusi da Berlusconi, parlare di cose neutre come i figli che abbiamo e quelli che siamo stati, chiederci dove stiamo andando e come uscirne e ricordandomi che la mia cifra filosofica è sempre stata quella dell’ ottimismo come sforzo della volontà, che a volte me lo ricordo anche quando casco in quelle buche profondissime che stanno nel mio carattere, perché proprio perché ce l’ ho so che ne posso riuscire, ecco, tutto questo mi ha ricordato che forse usciremo tutti insieme anche da questa buca qui.

Ma so anche che questo avrà un prezzo umano altissimo, l’ ho visto in Polonia tra il 1989 e il 1991. I vecchietti e gli indigenti e i malati e i poveri sono schiattati come le mosche, ma questo le statistiche non te lo dicono quasi mai. La mia consolazione è che con internet abbiamo i guru populisti, ma abbiamo anche tante belle teste che fanno controinformazione. Prima o poi affineranno i mezzi anche loro. O schiatteremo come le mosche tutti quanti.

Inspira, espira, i tuoi alluci sono la sola certezza di contatto con il suolo.  Ad averli.

9 pensieri su “Shaken, not stirred: S/conforto e le tecniche di respirazione

  1. Io invece a sto giro mi ero illusa 😦

    La prossima volta x dormire prova contrai/rilassa: fai il giro di tutti I muscoli del corpo (piede / polpaccio / coscia / gamba etc) e contrai per un secondo e molli. Che magari non ti fa addormentare ma aiuta al mal di schiena da seggiolino stretto post volo!

      1. ahah! 🙂 ah ma tu ne fai una terza interpretazione: non mi aveva sfiorato che un tuo ex potesse anche essere stato in alcun momento della sua vita berlusconiano. Avevo il dubbio che fosse un berlusconiano deluso e poi ricreduto: un ex deluso! il che mi inquietava, se apri gli occhi su Mr B come fai a tornare indietro 🙂

  2. La delusione è stata grande. Non avrei mai immaginato che l’anziano e ciarliero giullare avesse ancora cotanto seguito…. Steremo a vedere come andrà a finire.
    Un saluto affettuoso a te & family.

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