Specchietti non per le allodole ad Amsterdam

 

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Girando per il centro di Amsterdam li avrete visti e magari vi sarete anche chiesti cosa ci fanno quegli specchi, da camionista vecchio stile, di fianco alle finestre.

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Il punto è che in queste case vecchie, finché ci abita gente normale, anziani, studenti, famiglie a equo canone, non puoi fare molto per sistemarle, perché costa un botto e i permessi sono una cosa lunga e complicata. Significa che le finestre spesso, o per conformazione o per vecchiaia non le puoi aprire per affacciarti a vedere chi ti suona alla porta, tanti scalini ripidi più in basso, e magari manco hai voglia di scendere ogni volta. Significa che un citofono manca e allora la gente si arrangia come può, con un cordino con le carrucole che lo tiri da sopra e ti tira indietro il nottolino della porta, aprendolo.

Ma mica ti metti ad aprire la porta a chiunque senza guardare? Allora visto che non ti puoi sporgere, metti uno specchio inclinato in maniera tale da permetterti di guardare sotto e decidere se apri o meno.

E se qualche volta trovate un gatto in paziente attesa davanti una porta, suonate per chiedere se è il loro. Spesso infatti gatti e padroni sanno che il passante gentile lo fa, e visto il gatto di sotto, il padrone tira la cordicella e lo fa entrare. Poi il passante gentile, eventualmente, la richiude alle sue spalle.

Si tratta di un residuo di tempi pre-cellulare, ma anche per aprire al postino, specie per le persone anziane, è un trucco utile.

E la cosa più carina è il nome di questo tipo di specchi: spionnen, che è un po’ come il nostro spioncino. (Poi che servano anche per farsi i fatti del vicinato senza far vedere che stai spiando alla finestra, anche questa è una delle applicazioni possibili, vero).

Vi presento: Scialba della Zozza and her handy household tips & tricks

La mia bisnonna, Annina Silveri, si era ritrovata come soprannome la Pulita (e tutta la dinastia appresso a lei pure, quindi sua figlia e mio nonna era Peppina della Pulita).  Io invece so da sempre di essere il peggior incubo di qualsiasi suocera italiana, di quelle che hanno la casa linda e pinta e ti fanno mettere le pattine e infatti mi sono maritata fuori le mura.

Mia nonna, disperata, più di una volta guardando la camera della mia adolescenza, diceva sconfortata:

“A te dovrebbero piuttosto chiamarti della Zozza”. Continua a leggere Vi presento: Scialba della Zozza and her handy household tips & tricks

Matrimoni 2.0

letto santo stefano, particolareVi ripropongo, rielaborato e spolverato, un post del lontano 2008, prima del trasloco, prima del terremoto all’ Aquila, prima che i figli mi riconcedessero delle ore di sonno e prima che la pace nel sonno me lo togliessero la vita, le sfighe, lo stress e gli entusiasmi. E prima che scoprissi i social-network come sostituto delle pecore da contare. Ma il messaggio è sempre valido. Continua a leggere Matrimoni 2.0

2012 in review

Cavolo. Non so cosa dire, tranne che questo servizio di wordpress è una cosa stupendosa. Marò, quanto mi piace.

I folletti delle statistiche di WordPress.com hanno preparato un rapporto annuale 2012 per questo blog.

Ecco un estratto:

19,000 people fit into the new Barclays Center to see Jay-Z perform. This blog was viewed about 64.000 times in 2012. If it were a concert at the Barclays Center, it would take about 3 sold-out performances for that many people to see it.

Clicca qui per vedere il rapporto completo.

Considerazioni preliminari per chi vorrebbe trasferirsi nei Paesi Bassi

IMG_5885Pochi giorni fa il mio amico Massimiliano ha scritto un post interessante per Il Fatto Quotidiano sulle esperienze di chi ultimamente arriva ad Amsterdam in cerca di opportunità, di lavoro e per cambiar vita.

Condivido l’ analisi che ha fatto e siccome da anni molte persone che cominciano ad informarsi su Amsterdam o i Paesi Bassi come destinazione per i propri progetti futuri, mi trovano e mi scrivono, ho pensato di fare un piccolo prontuario di cose a cui occorre pensare se ci si vuole trasferire qui. L’ idea è che nel 2013 vorrei farne di più di post di pubblica utilità chiedendo anche ad altri di aiutarmi a scriverli. Quindi per adesso mi limito ad alcune basi senza approfondire come, quando e perché, e per il resto, prima o poi, ma anche in base alle richieste che la vita mi pone, arriveranno anche gli approfondimenti.

Quali sono le basi minime per fare qualsiasi cosa in qualsiasi posto e nello specifico ad Amsterdam? Amore, lavoro salute? Cominciamo da questo.

1) I ♥ Amsterdam

Certo, Amsterdam è un bel posto in cui vivere. È una capitale, con tutti i servizi e le opportunità che questa offre, è piccola, vivibile, carina. È anche accogliente? Dipende. Allora, un posto piccolo, carino e accogliente presenta da subito un problema di capacità. Mica siamo i primi o gli unici che ci vogliono vivere, le case sono poche, la maggior parte sono case popolari con tutto un sistema dietro, un sistema che in questo momento è alla frutta ma ancora non si trova niente di meglio.

Se pensi di trovare, appena arrivato, un posto carino e non troppo costoso in cui vivere, non provare neanche a partire. Non esiste. A meno che non ti fidanzi e vieni a vivere da qualcuno che questa fase se l’ è già risolta. O a meno che non hai un sacco di soldi in proprio, o un datore di lavoro che ti procura anche un posto in cui vivere. O sei uno studente, hai una borsa di studio e riesci a trovare qualche sistemazione temporanea tramite l’ Università.

Una volta c’ erano gli squat, c’ erano tante soluzioni alternative per chi si adattava. Non ci sono più. Il mondo è diventato duro e i governi europei hanno fatto una sterzata a destra negli ultimi anni, non so se ve ne siete accorti. Sono ottimista sul fatto che si tratti dei normali corsi e ricorsi storici. Ma intanto che finisce il corso, la situazione è questa. Pace. Il famoso stato sociale per cui i Paesi Bassi andavano famosi non si è rivelato un modello esportabile e questo ne ha decretato la fine. I soldi sono finiti.

Insomma, se hai già amici ad Amsterdam o in Olanda a cui ti puoi appoggiare hai già la vita facile e se questi amici hanno casa di proprietà o un contratto di affitto senza facilitazioni, magari ti permettono di iscriverti al loro indirizzo. E gli dovrai rimborsare le tasse comunali che verranno spedite a tuo nome presso di loro. Se non lo fai diventi insolvente e rischi un processo contro lo Stato. Che è una rogna rognosa che non auguro a nessuno e costa un saccaccio di soldi.

2) Lavoro

Per cercare e trovare lavoro, iscrivendosi anche presso un’ agenzia di lavoro interinale, c’ è bisogno di un codice fiscale, il SOFI-nummer. Chiami il Belastingdienst, che ha il sito anche in inglese, e in tedesco, bontà sua, prendi un appuntamento e vai a fartelo. Per farlo hai bisogno di un indirizzo legale. In linea di massima ti diranno prima di iscriverti all’ anagrafe del comune in cui abiti e poi loro li informeranno d’ ufficio.

Per iscriverti all’ anagrafe devi avere un indirizzo legale e supportarlo o con un contratto di affitto a tuo nome o con una dichiarazione della persona presso cui abiti o subaffitti casa che questa è d’ accordo che tu ti iscriva presso detto indirizzo. Alla dichiarazione firmata tocca allegare la fotocopia di un documento di identità di chi firma in cui si vedano il nome e la firma. Siccome molte delle persone che subaffittano case ammobiliate temporanee lo fanno illegalmente, non ti permettono di iscriverti e spesso lo dicono già nell’ annuncio. Se non sei iscritto non puoi fare il SOFI-nummer. Se non puoi fare il SOFI-nummer le agenzie interinali non possono iscriverti. Vedi anche punto 1).

Ma se ti riesce di fare il SOFI-nummer, ricordati di portarti dietro il passaporto come documento di identità. Che la carta di identità valga per viaggiare è un conto, ma mica vogliamo pretendere da un impiegato statale qualsiasi che sia al corrente e sia in grado di riconoscere gli infiniti documenti legali che esistono nella Eu? Il passaporto vale per tutti, anche per chi va a fare il SOFI-nummer.

3) Salute

Nei Paesi Bassi siamo tenuti ad avere un’ assicurazione sanitaria. Abbiamo un medico di base che fa da canale per tutta l’ assistenza medica, tranne il pronto soccorso. E chi è assicurato deve indicare sia il proprio medico che la propria farmacia, perché l’ assicurazione copre tutta una serie di medicinali a cui quindi hai diritto gratuitamente. Molto spesso, specialmente per ricette che si ripetono, il medico fa anche un consulto telefonico e manda la ricetta per fax in farmacia, quindi devi solo andare a prenderti la prescrizione, e  tutto il rimborso da parte dell’ assicurazione se lo gestiscono loro.

Finché ancora non sei stabilmente installato nei Paesi Bassi puoi tenerti la copertura italiana. Nel momento però in cui trovi un lavoro, anche interinale e sei inserito nel sistema, te la devi fare. Oppure quando ti beccano devi pagare tutto con valore retroattivo e multe varie. Una mia amica che non lo sapeva e lavorava qui già da due anni, è arrivata una batosta che ha dovuto pagare. Un altro amico che lavora come free-lance e in un mese di magra si è ritrovato a dover scegliere se pagare l’ affitto o pagare l’ assicurazione e ha fatto la leggerezza di saltare un paio di mensilità, si è ritrovato addosso il famoso processo contro lo Stato che ha avuto risvolti assurdi, ma tant’ è. Aspetto che gli passi il trauma per chiedergli di raccontarci bene come è andata, quali sono stati gli errori che l’ hanno inguaiato, come poteva evitarli.

4) Varie

Ci sarebbero una serie di altre cose da aggiungere e lo faccio qui: se vivi e lavori qui oltre i sei mesi, allora ti devi iscrivere all’ AIRE (Anagrafe degli Italiani Residenti all’ Estero) presso il più vicino consolato italiano. Molti italiani manco lo sanno fino a che non si sposano, o gli nasce un figlio, o gli scade un documento (io per esempio l’ ho scoperto quando mi è scaduto il passaporto e me lo hanno rifatto qui). Quando sono nati i bambini con la denuncia all’ anagrafe olandese siamo andati in consolato ad iscriverli e hanno tempo fino a 18 anni per decidere quale nazionalità scegliere. Quando è morto mio padre, ho avuto rogne varie e dovevo fare atti notori, rinunce all’ eredità e varie, ho potuto farlo in consolato in maniera molto più semplice rispetto al tornare in Italia. E chi ha casa in Italia paga anche meno tasse se è iscritto qui. Inoltre si è automaticamente iscritti all’ ufficio elettorale e si può votare qui. Visto che dei diritti civili li abbiamo, meglio esercitarli.

Anche la patente andrebbe cambiata dopo 6 mesi, anche questo non lo sapevo e l’ ho scoperto anni dopo e meno male che nessuno nel frattempo mi aveva fatto un controllo mentre guidavo. Questa è di nuovo la cosa più semplice del mondo, si va al comune al quale si è iscritti, muniti di foto e patente italiana, si fa domanda, si pagano le imposte e dopo un aio di settimane si ritira quella nuova. Se invece la patente italiana nel frattempo è scaduta, basta richiedere alla motorizzazione italiana un certificato apposito, lo si fa tradurre da un traduttore giurato, e si fa la domanda per la patente olandese con quello. Siccome tutti si lamentano di quanto sia severo l’ esame per la patente nei Paesi Bassi (una mia amica si era talmente incartata con la prova di guida che ha dovuto rifare 3 volte, che alla fine ha preferito ritrasferirsi temporaneamente in Italia e farla lì piuttosto che riprovare).

Insomma, di mio voglio aggiungere che il sistema funziona quando tutti collaborano a fare la propria parte. Un po’ come il motto dell’ ufficio imposte olandese: bello no, ma facile si, di cui vi parlavo qui.

Forse tanti anni fa certe cose erano più semplici, c’ erano più opportunità di venire alla ventura con i soldi per mantenersi qualche mese e provare. Non dico che non sia ancora possibile, ma se uno viene preparato forse ha la vita più facile e non rischia tutte le frustrazioni e le incazzature di cui sono pieni certi forum internet di expat ed emigranti. E comunque l’ importante è non pensare mai di voler fare i furbi, perché da nessuna parte la legge ammette ignoranza, perché ci sono un sacco di persone che parassitano sull’ ignoranza della lingua, delle regole e di come funzionano le cose di tante persone che cercano onestamente di farsi un futuro qui.

Poi a sapere come muoversi le opportunità sicuramente ci sono. Quindi a puntate io vi metterò di volta in volta quello che so e quello che posso, voi che avete il sogno di Amsterdam a tutti i costi intanto informatevi, preparatevi, pensateci, perché i sogni sono la cosa più importante a cui dare retta nella vita, basta che non diventino incubi perché ci ha fregati il dettaglio minore.

Postfazione:

leggetevi anche le avventure di Babs e Nicola, freschi freschi di trasferimento ad Amsterdam e che sono arrivati qui preparatissimi.