Matrimoni 2.0

letto santo stefano, particolareVi ripropongo, rielaborato e spolverato, un post del lontano 2008, prima del trasloco, prima del terremoto all’ Aquila, prima che i figli mi riconcedessero delle ore di sonno e prima che la pace nel sonno me lo togliessero la vita, le sfighe, lo stress e gli entusiasmi. E prima che scoprissi i social-network come sostituto delle pecore da contare. Ma il messaggio è sempre valido.

(Per questo mi guardo bene dal concedere ai figli uno smart-phone prima dei 17 anni – sul mio cadavere, ricordatemelo se poi me la rimangio questa affermazione). E anche nessun computer personale in camera. Ne devono leggere di libri, prima di dormire, per crescere belli e forti.

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Quando mio padre comunicò a sua madre che aveva conosciuto questa ragazza in Polonia e che forse la voleva sposare, per la prima volta, diceva lui, sua madre rifiutò di impicciarsi lasciando a lui l’ autonomia della decisione, citandogli un proverbio paesano: come te lo rifai il letto, così ci dormi tu.
E a parte questo, mi ripeteva sempre che la cosa più importante in un matrimonio è avere gli stessi ritmi di sonno. Che una persona, quando te la sposi, o te la vuoi sposare, te la devi guardare bene e chiederti:”Ma io ho voglia, per i prossimi 30 o più anni, di svegliarmi tutte le mattine con questo qui accanto nel letto?”E se la risposta è si, allora è una buona base per un matrimonio. Poi se te lo vuoi rovinare in altri modi, le vie del signore sono infinite.Un pericolo sono anche le differenze di abitudini a letto: chi dorme al buio, chi in piena luce, chi al caldo e chi al freddo, chi si sveglia presto e chi va a letto tardi. Un casino, se in quel letto ci si vuole incontrare.Io sono una che sente freddo,molto freddo, e che il meglio di sé, intellettualmente parlando, lo dà di notte, quando nessuno mi scoccia: scrivo, traduco, una meraviglia. O forse dovrei dire: il meglio di me lo davo di notte. Poi sono arrivati i figli.

Maschio alfa invece è uno che sente sempre caldo, anzi da giovane era tremendo: mentre dormiva sudava come una fontana. Adesso, sarà l’età, il bioritmo, gli ormoni, o semplicemente la convivenza con me, non suda più così tanto.

Così, 15 anni fa, io arrivavo a letto a notte fonda, tutta congelata che a stare lì a tradurre quando il termostato dice stop dopo mezzanotte si prende un gran freddo, ma in genere me ne accorgo solo quando mi alzo dal tavolo. E lo trovavo addormentato, con la luce accesa, appoggiato al libro.

E il mio ultimo gesto d’amore della giornata era per lui, togliergli delicatamente il libro da sotto alla fronte, spegnergli la luce e rannicchiarmigli accanto per scaldarmi.

Finivo con il lato sinistro bagnato e il destro congelato. Non fa un bel dormire, ve lo dico io. Ma per amore, questo e altro (da giovani).

Adesso che abbiamo superato i 5 anni di insonnia mia da figli piccoli, non ho più le paturnie della luce, del caldo, del freddo, dei rumori, della porta chiusa, ma dovunque trovo un cuscino mi addormento. Diciamo meglio, in genere invece di approfittare delle ore notturne per farmi in santa pace i fatti miei, mi tocca convincere un figlio alla volta che possono dormire. E loro mi incastrano sempre a raccontargli una storia al buio. e io faccio del mio meglio, giuro, ci provo. Ma in genere mi addormento prima di loro. Poi mi sveglio alle 3-4 di notte, vestita, con ancora il reggiseno addosso che mi ha fatto le stigmate col ferretto, rannicchiata a fianco a un figlio nudo che suda e mi scalcia via le coperte. Non ce la posso fare. Quando mi va bene recupero il talamo nuziale, mi spoglio e mi addormento.

Quando nel talamo nuziale non si trova l’ altro figlio che ronfa accanto al padre. A volte lo trasferisco e mi riapproprio dei miei spazi, a volte resto dove sono, mi sbarazzo di reggiseni ed elastici antipatici, leggo o computero un po’. Ma niente di impegnativo che sono le 4 di notte e io ho il bioritmo sballato.Ma quando devo lavorare, i figli si arrangiano, o cerchiamo di imporre che abbiamo anche una nostra privacy, io e maschio alfa ci impossessiamo del talamo, ognuno con il suo laptop in grembo. Lui fa i giochini intanto che si guarda qualche serie televisiva americana, io accanto a lui bloggo o socializzo sui network. Ogni tanto ci scambiamo un parere o una coccola.Poi, come ultimo gesto d’amore della giornata, sia che io stia già accanto a lui o rientri dopo la radio, il teatro, un lavoro o altro, gli stacco gli auricolari, gli spengo il computer e mi rannicchio accanto a lui. Fino a che non si sveglia alle cinque, questo mio maschio mattiniero, e via, verso una nuova giornata.Abbiamo inventato il matrimonio 2.0.A volte mi chiedo se non ci conveniva tenerci la TV in casa invece di fare gli intellettuali alternativi. Ma i gesti d’ amore restano gesti d’ amore, su quelli non si discute.

5 pensieri su “Matrimoni 2.0

  1. Alle cinque.
    E tu che vai a letto alle quattro.
    Ma quante ore dormite per notte? Perché personalmente altro che bioritmo sballato, se dormo meno di sette ore per notte per più di un paio di notti di seguito io uccido.

    1. Mami, non dirmi niente, abbiamo alle spalle un autunno di sonni e bioritmi sballati che sto cercando di dimenticare. Dico solo che per sopravvivere certe volte uno se ne va direttamente a dormire nel letto di riserva sopra, e pace.

      1. Ah, sì, parole sante. Sto seriamente pensando di comprare un bel divano letto, così la smetto di ospitare le amiche bloggher nei lettini dei figli spodestati (ricordi? beh, l’ho rifatto una decina di giorni fa con la povera Trantor).
        Giuro che la prossima volta che capiti ti ritrovi un bel divano letto a due piazze e ti lasciamo dormire fino a mezzogiorno.

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