Considerazioni sessual-filosofiche nello shopping natalizio

I discorsi profondi con i miei figli, inutile, nascono per lo più in macchina. Forse perché nella vita stiamo sempre andando da qualche parte e in macchina la metafora si fa movimento, forse perché l’ abitacolo dà un senso di cuccia (anche a letto, per esempio ci si confida di tutto a casa nostra), fatto sta che Orso ha colpito ancora.

Premetto dicendo che ho avuto un 1 e un 9 dicembre bellissimi e per il resto invece li ho passati a spalare merda. Un pochino mia, parecchia buttatami addosso da altri, io stavolta non vedo l’ ora che vengano le feste per staccare, fare mente locale, lavorare all’ uncinetto, sistemar casa (dipingiamo finalmente quelle meravigliose scale shabby-chic che non abbiamo mai affrontato da 4 anni) e darci pace.

E il 7 gennaio arriva forse anche quel befano dell’ Artista Borderline che ha promesso di aiutarmi a far lavoretti e ancora non sa che ieri abbiamo deciso di affrontare con il suo aiuto la progettazione e costruzione dell’ armadio nel sottoscala. attuale rifugio di scatoloni e un cassettone messo lì.

Progettazione, questo è quello che mi piace e mi fa star bene. Che il nuovo anno me ne porti assai.

Però quest’ anno abbiamo iniziato di già a darci un po’ di Santonatal tutti insieme e ho riorganizzato la mia cena della vigilia tra amici, a cui si continua ad aggiunger gente e io ho deciso di scordarmi quanti ne arrivano di preciso, più si è, meglio si sta.

E anche se pochi e molti pure riciclati, in particolare i miei bellissimi libri di cucina che maschio alfa ha chiesto di sfoltire, ho iniziato a impacchettare regalini di Natale che nel casino immane generale fanno pure il loro vedere. E ho deciso, anche se sarà pronta a Capodanno, di fare una corona di pom-pom di lana da appendere alla porta (dopo aver scartato l’idea di farmene una di turaccioli, troppo lavoro, la inizio per il prossimo anno semmai).

Quindi ieri con Orso siamo andati per ciclisti a cercargli una bici in regalo (e vi farò un post a parte sul comprare, usare e conservare una bici ad Amsterdam) e alla cosa si è aggiunto anche maschio alfa, che originariamente voleva solo andare a prendersi un pacchetto di viti e fisher dal fai-da-te, ma alla fine ci ha accompagnati laughing all the way, come dice Jingle Bells (e leggetevi la traduzione in cima).

Mentre aspettavamo nel parcheggio che maschio alfa pagasse il biglietto, Orso si informa.

“Ma tu, lo so che adesso sei vecchia e un altro bambino non lo fai più, ma se avessi potuto decidere, quanti bambini avresti voluto avere?”

“Non so, forse tre, e se ce la facevamo, magari quattro. Ma ho già voi due che siete la cosa più bella del mondo e sono perfettamente soddisfatta così”. (Sto riassumendo e condensando, sappiatelo).

“E come lo avreste chiamato?”

“Mah, io credo che avremmo fatto scegliere anche a voi, tu per esempio come lo chiameresti un bambino”.

“I nomi delle femmine sono più facili. Sofia o Jasmine. Io la conosco una Jasmine”.

“E un maschio?”

“Pensare ai nomi da maschio è più difficile. Penso Sint Bernhard”.

“Si, però Sint vuol dire santo, e Bernhard assomiglia troppo al nome di papà, è una sua variante. Magari a casa nostra non funzionava”.

“Una cosa non capisco, ma perché le donne a un certo punto sono troppo vecchie per fare un bambino e gli uomini no?”

“Perché gli uomini i semini cominciano a farli più tardi e li fanno loro. Le donne invece nascono già con tutte le uova che avranno già nella pancia. Ovviamente all’ inizio sono piccolissime, ma poi quando una bambina cresce, comincia ogni mese a maturarne una fino a che non finiscono. Gli uomini invece continuano a produrseli i semini” (e sappiate che me la sono inventata lì per lì perché mi sembra logico, ma mica ho controllato davvero).

(E le considerazioni di fine anno, lo metto direttamente qui, hanno a che fare con il mio  lavoro. Che senso ha continuare a fare traduzioni quando il lavoro negli ultimi 4 anni è solo diminuito e la gente che ti contatta si dice che forse fa prima a usare Google translator? Io voglio farlo questo lavoro ancora, a queste condizioni e in modo da guadagnarmici da vivere? E se ci aggiungo un altro lavoro che ha ritmi uguali e contrari, ho visto che non ce la faccio più. Sono meno multi-tasking di quello che ho voluto credere e vorrei diventarlo ancora meno.  Mi sa che comincio a gestire ristrutturazioni).

Che san Bernardo vi salvi dalle valanghe. Anche quelle di merda. Che puzzano, schifano, ma alla fine concimano. E io sto concimandomi.

9 pensieri su “Considerazioni sessual-filosofiche nello shopping natalizio

  1. Nuoooooo volevo postare lo stesso video! Cn tutta un disquisizione dul fatto che, lavorandi in un ufficio che prevede solo contatti con l’estero, devo spesso ricorrere a google translator per i termini tecnici e gli orrori che si trovano… Buone feste! E che san Bernardo protegga chi crede che i traduttori automatici siano più convenienti delle persone… (E infatti si vede chi li usa)

    1. Ma google translate serve proprio a questo, a chi lavora in un ufficio che deve vedere velocemente csa gli scrivono e capire se ha bisogno o meno di un traduttore professionista. Ma non per usarla come traduzione scritta. (Infatti per le traduzioni a voce, telefoniche o meno, ho una tariffa più bassa, perché nn devo scrivere, non devo correggere, traduco all’ impronta e semmai l’ interlocutore si prende degli appunti e mi chiede subito quello che non ha capito). Vai Chiara, l’ anno che viene sarà bellissimo perchè ci vogliamo credere.

  2. Mi sono goduto il dialogo e le tue spiegazioni sulla delicata materia dei figli a una certa età. Certo che poi si leggono DiPiùTV e trovano in copertina Carmen Russo e non ci capiscono più niente, giustamente. 😀
    Auguroni pure a te! Ma tanti e di cuore. Ti meriti di fare il lavoro che fai, di farlo di più e di prenderti ancora tante belle soddisfazioni. Un bacione cara

  3. Buon Natale e buone feste a te e ai ragazzi (compreso quello grande). ti auguro grande abbondanza di quello che ti fa stare bene, e di buttare via con grande soddisfazione tutto quello che ti fa stare male 🙂
    La maestra di coro gospel che ho avuto quest’autunno quando mi è venuta la malaugurata idea di iscrivermi – per fortuna il corso è finito – ha usato google per tradurre alcune canzoni gospel e poi ha preteso che le leggessimo in classe ad alta voce con espressione. E’ stata una tortura che mai più!!!

    1. Tipo questa, che mi sembra appropriata?
      Nessuno sa la fatica che ho visto
      Nessuno conosce il mio dolore
      Nessuno sa la fatica che ho visto
      Gloria alleluia!
      A volte mi alzo, a volte sono giù
      Oh, sì, Signore
      A volte sono quasi a terra
      Oh, sì, Signore
      Anche se mi vedete andare ‘a lungo in modo
      Oh, sì, Signore
      Ho i miei studi qui di seguito
      Oh, sì, Signore
      Se si arriva prima di me
      Oh, sì, Signore
      Dillo a tutti i miei amici a sto arrivando in Cielo!
      Oh, sì, Signore

  4. Ciao mamma, la spiegazione di uova e semini è proprio quella giusta, garantito. Complimenti per l’intuito.
    Il mio primo infatti spiegava al mio secondo che continuava a chiedermi una sorellina: – Noo, mamma ha finito gli ovociti!-
    Buon anno e buona vita.

  5. Oggi mia figlia Vittoria ha 8 anni e non è più capitato che si tornasse sull’argomento, ma circa 4 anni fa succedeva questo (anche noi in macchina):
    Vittoria: Mamma come nascono i bambini?
    (attimo di panico)
    io: beh Vittoria, succede che le mamme hanno delle uova, e i papà…
    Vittoria: ma le uova sono nella pancia della mamma? perchè poi i bambini sono nella pancia della mamma!
    Io: si Vittoria sono nella pancia…. e i papà dicevo hanno dei semini che quando si uniscono con le uova si trasformano e ci vuole tanto tempo, e piano piano diventano dei bambini…
    Vittoria: e i bambini crescono nella pancia della mamma vero?
    Io: si
    Vittoria: ahhh e quando devono nascere come fanno a uscire dalla pancia?
    (io già cominciavo a sudare nello sforzo di restare calma e trovare la spiegazione più adatta)
    Io: le mamme vanno in ospedale e ci sono dei dottori che le aiutano…..fanno un’operazione.
    Vittoria: allora è vero come dice Antonella (compagnetta d’asilo) alle mamme tagliano la pancia
    Io: (vedi che razza di discorsi fanno sti bambini all’asilo) si Vittoria, ma non fa male non preoccuparti, alle mamme viene fatta una punturina, come il vaccino capisci? E con questa punturina non sentono niente, non si fanno male.
    Vittoria: (con un tono di voce molto soddisfatto) Ahhhh mamma ho capito tutto….
    Io: (ffeewww, che sollievo, l’ho sfangata, me la sono cavata bene)
    Vittoria: ….quello che non ho capito è come fanno i papà a mettere i semini nella pancia delle mamme.
    (ri-panico)
    Io: Vittoria hai più pensato a quello che ti ha chiesto la nonna, cosa vuoi regalato per il compleanno? Che ne pensi di una bella bambola, o una bici? E poi dobbiamo organizzare una bella festa, domani andiamo a comprare gli inviti per i compagni………(parole dietro parole buttate lì, per cambiare argomento).
    Da noi si dice che “nuddu nasce insignato” quando diventi genitore non ti preparano mica a certe cose, ma devo ammettere che è comunque una bella avventura.

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