Tutorial narrativo di Natale: il ramo, ma non d’ oro

 

 

fotoQuest’ anno in casa Diga la buona intenzione di procurarci un alberello di Natale c’ era stata, poi tra riordini vari che mi hanno consentito dopo 3, quasi 4 anni, di ritrovare non solo due scatole di decorazioni che devo ancora aprire e magari c’ è pure un presepe, ma anche una scatola misteriosa che forse contiene il mio meraviglioso servizio perduto di calici Cristallo di Censo (se avessi tempo di aprirmeli con calma), l’ Ikea che gli alberi di Natale li aveva finiti di sabato sera e il capo che ha decretato che meglio lasciar perdere, mi sa che mi ricompro un tralcio di pino per l’ olfattività e pace.

Ma le decorazioni vanno fatte. Così domenica mattina mentre attendevo il risveglio dei leoni mi sono fatta questo, usando un po’ di Lana d’ Abruzzo a tre fili color naturale di Roberta Castiglione, dei cuoricini in feltro in sconto all’ Ikea stessa e dei cuori in giunco, quello grosso dato gratis al capo dal nostro supermercato per la festa della mamma o san Valentino (“E dimmi bravo che l’ ho accettato”, “Bravo, amore, l’ ho sempre voluto ma mi dispiaceva sprecare dei soldi”) e un altro piccolo che mi ero comprata di nascosto, invece.

Il tutorial va preparato molto per tempo se volete farlo esattamente come noi. Se siete più bravi, invece, ce la fate in mezza giornata a procurarvi il tutto.

Il ramo

Approfittando di una bella giornata primaverile e in preda ai sensi di colpa di madre degenere, cedete alle insistenze di figlio 2 e portateli al parco. La bici di figlio 1 si scasserà e toccherà scarpinare per tutta la strada con due figli e due amichetti, percorso durante il quale litigherete ferocemente con figlio 2 che vuole assolutamente e a tutti i costi trascinarsi a casa un nodoso e fronzuto ramo. Dopo averci litigato ricorderete di aver fatto kung-fu da giovane, cosa che insegna che quando non puoi opporti è meglio cedere, ripensate a quel gancio della zanzariera distrutta che pende inutilizzato dal soffitto di figlio2 e visualizzate un bel progettino di crafting a base di uccelletti double-face in carta da parati.

Una volta a casa, abbandonate il ramo a sfrondarsi naturalmente in giardino sotto le intemperie e ripassate quando avrà perso foglie e corteccia.

Carte e colla

Nel frattempo tutte le volte che andate al fai-da-te fregatevi i quadratini esemplificativi di carte decorate in colori vivaci. Arriverete persino a comprare per tempo una costosa bottiglia di Modge Podge con annesso pennellone a spugnetta, come solo le vere autentiche crafter fanno (invece di un bottiglione di vinavil, ma pare la differenza sia fondamentale e non avendo usato di recente ne l’ uno ne l’ altro, boh, che vi devo dire, non lo so). Poi passate ad altro per alcuni mesi, in cui scriverete un libro.

Procurarsi la lana d’Abruzzo

Dopo aver scritto il libro e altre peripezie verrete convocate in Italia dall’ editore per una presentazione commovente a cura della vostra avvocata preferita (per dettagli vedi post precedente), inviterete altra collega di setta a gita sociale in Abruzzo e per strada passerete da Roberta a ricomprare matasse di lana che insisterete a smatassare di nascosto dentro il bagaglio a mano a Ciampino fallendo miseramente, e avrete modo di ammirare dal vivo a casa di Roberta le decorazioni meravigliose che ci si possono fare. Già che ci siete vi procurate un meraviglioso uncinetto in faggio artigianale misura 15. Ad avere anche il 12 e il 5, ci potevate fare un presepe stilizzato, ma non divaghiamo.

Gestire il furore creativo

Tornate con la tigna di mettervi a sferruzzare palle, ma la vita vi va contro fino a detta domenica mattina. Da premettere che a Ciampino avete attaccato discorso con giovane virgulto abruzzese diretto in Olanda in cerca di vita e lavoro, lo adottate perché dimostra di essersi organizzato per tempo e avere le idee chiare e lo mettete a cucinarvi ai figli mentre andate per aperitivi di Natale e sverniciarvi una scala da riverniciare, vivaddio, tra Natale e Capodanno.

E cedergli

Pertanto la domenica mattina inciampate per le scale nella carta vetrata, recuperate il ramo, lo scartate 30 secondi tanto per la forma, ma constatando che l’ effetto nature è tanto meglio, lo cominciate a decorare con tutti gli ammennicoli che avevate accumulato, con un paio di palle di Natale di cui viene bene solo la seconda, perché alla terza decidete di ingrandire e si incasina. Ma il sacro fuoco della crafter si è impossessato di voi e non molla fino a che maschio alfa scende abbrutito come è giusto che sia un padre di famiglia il sabato mattina, ammiri debitamente l’ atmosfera che state creando in casa, e vi proibisca di aprire le scatole di decorazioni fino a che non avete sistemato gli accumuli di 4 mesi di puttanate in soggiorno, che per ora giacciono in scatoloni in attesa di revisione definitiva. Cosa che farete perchè la moglie segue i consigli del marito, soprattutto se il poveretto ha la soglia di sopportazione al disordine infinitamente più bassa della vostra e se la casa non diventa un pelino vivibile, rischiate il divorzio tra Natale e Capodanno. Che sotto le feste, come mi ricorda saggiamente l’ Avvocata nostra, è brutto litigare, fatelo almeno per i vostri avvocati.

foto deco natale 2

 

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