Non sono una madre perfetta (e qui ne ho le prove)

Sono un po’ di anni che sono scesa a patti con l’ idea che no, non sono una madre perfetta, ma che faccio del mio meglio, tento di migliorarmi e pace. Il dubbio mi era venuto un giorno in cui figlio 1 era piccolo e neanche so se figlio 2 fosse già pervenuto, ma comunque eravamo stanchi, stressati, infelici e con maschio alfa ci siamo presi un momento per sederci sul divano, fare il punto della situazione e io avevo in braccio il diario di gravidanza  poi diventato il diario di Ennio (il precursore su carta di questo blog) per prendere appunti.

E come facevamo più spesso prima che ora, aveva diviso una pagina con una riga verticale per dividere pro e contro. Tra i contro, parlando, saltò fuori il discorso su quanto mi sentissi in colpa per non fare niente bene. All’ epoca avevo un figlio piccolo, una depressione post-natale di cui ci siamo resi conto anni dopo, una scuola di lingue da mandare avanti, il teatro che era l’ appiglio per la mia salute mentale, alcune cariche qui e lì in associazioni e gruppi, e hobby e una vita sociale. Ed ero sempre stanca.

Maschio alfa cascò sinceramente dalle nuvole: “Hai i sensi di colpa? E per che cosa, fai quello che vuoi, che a me va sempre bene”.

Ho i sensi di colpa? Cavolo, si, ho gran sensi di colpa. E sono funzionali? Ma neanche per sogno. Insomma, quello è stato l’ inizio, ho cercato e trovato sostegno, poi un po’ la fiducia in noi stessi e il senso di essere e voler restare un team, io e maschio alfa, anche se lui rientrava la sera ed io colma di gioia, arriva il cambio finalmente, e lui entrava, posava la borsa, guardava il caos intorno, sospirava e poi andava a chiudersi in bagno. Per dire che la consapevolezza è una cosa, ma poi per ottenere dei risultati duraturi nel tempo tocca lavorarci e lavorare è fatica. Ma si impara a distinguere tra le fatiche sterili e quelle costruttive.

Questo per spiegare come mai siamo arrivati a questo video per Genitori Crescono. Ma vi ho promesso delle prove e quindi ve le do anche.

Io sono 4 mesi che sto trascurando la mia famiglia (e me stessa) perché mi sono inventata l’ evento eno-gastronomico di sabato prossimo, Amsterdam da Gustare. Il bello è che non mi sento in colpa che ci lavoro giorno e notte, che ho dei soci fantastici e tutto questo invece di stancarmi mi dà una grande energia. sto facendo quello che ho sempre voluto fare, non ci diventerò ricca, ma ho creato una cosa per cui mi stanno facendo i complimenti. Fossi in voi verrei a dare un’ occhiata sabato, se siete nei paraggi, alcuni miei amici arrivano persino dall’ Italia per questo e si accamperanno a casa mia (e sono una pessima madre, perché manderò i figli a dormire dagli amichetti quella notte o due, per fare spazio agli ospiti e perché lavorerò ininterrottamente per tutto questo.

Per acquisire bonus da spendere con i genitori di detti amichetti venerdì sera mi sono procurata 5 bambini a cena e 4 hanno dormito qui. Uno è vegetariano, l’ altro mangia halal, uno non mangia pasta e l’ altro rifiuta il riso e l’ ultimo da qualche mese  sta riducendo sempre più il suo parco cibi accettati. Gli ho preso la pizza surgelata del supermercato e pace.  Il giorno dopo ne avevo ancora un altro a mangiare e dormire; maschio alfa su mie istruzioni ha fatto la minestra di stelline al pomodoro con due barattoli di lenticchie (io che sono la cantrice della zuppa svelta di lenticchie lessate in proprio gli ho molato la ricetta e comprato i barattoli. A proposito di eccellenze enogastronomiche italiane che sto procurando per sabato. Coerenza, il tuo nome è il mio).

E il 2 dicembre dovrò smontare tutto l’ evento, spero qualcuno resti ad aiutare e quasi sicuramente salterò i festeggiamenti di san Nicola in famiglia con suoceri e cognati, che per fortuna a mia suocera l’ ho detto subito, lei ha provato a contare le volte che mi sono rimangiata last-minute dei festeggiamenti famigliari, io me ne ricordo una sola e la percezione è tutto nella vita, andranno i maschi Diga senza di me. Ma il regalo per il cognato toccatomi in sorte ce l’ ho e la rima la scriverà maschio alfa per una volta e pace. E sapete qual’ è la parte migliore in tutto ciò? Che finalmente dallo scorso anno i miei figli non credono più in San Nicola ed era ora, mi sto risparmiando quest’ anno tutta la manfrina delle scarpe, delle sorprese, delle carote per il cavallo. Non siamo neanche andati alla sfilata in centro per la prima volta. E o provato a introdurre il concetto che a san Nicola i regali celi facciamo tra noi e perché già che ci siete non ne fate una a me e a papà, ma si sono levati alti lai e “non possiamo sprecare i nostri soldi per farvi i regali” e per quest’ anno la lascio qui.

Sul discorso di tenere il gioco ai figli su babbo Natale, santa Lucia, la Befana e san Nicola, si sono espresse meglio di me Serena qui  e qui e Zauberei qui, abbiamo fatto del nostro meglio e anzi, la mia amica americana che non crede in san Nicola e ha DOVUTO dire alla figlia che non esiste ed è una stronzata e sua figlia a 4 anni HA DOVUTO dirlo a tutta la classe e poi i genitori degli altri bambini la guardavano male e lei non capiva perché, cosa c’ è di male ad essere onesti, voglio dire, mi è stata di grande esempio. Ma io sono felicissima che non ci credano più, una fatica in meno. E meno male anzi che figlio 1 lo scorso anno l’ ha scoperto un po’ prima del 5 dicembre che san Nicola non esiste e io gli ho fatto giurare su tutto quello che aveva di più sacro che non avrebbe rovinato la festa al fratello, e lui devo dire è stato eroico, se si pensa che una sera di litigi folli ha urlato piangendo: “io sono così arrabbiato con lui che quasi quasi gliela dico la cosa che non deve sapere” e le mattine che io ero in coma e mi scordavo prima di andare a dormire di mettergli la sorpresa nelle scarpe mi piombava nel lettone per dirmi: “ma ti sei ricordata?” e io urlando correvo di sotto a infilare la sorpresa mentre lui distraeva il fratello. Ecco, se adesso voi avete figli piccoli e vi state stressando a gogo, sappiate che prima o poi passa. E che magari con qualche anno di pazienza e paghette rischiate persino che i figli vi facciano a voi il regalo di natale.

e per san Nicola quest’ anno devo proprio decidermi a regalare a maschio alfa una macchina per il caffè dummy-proof per introdurre la sana pratica di alzarsi prima della mamma, farle il caffè e portarglielo a letto, perché dopo tanti anni di tentativi con senso di colpa di essere una madre perfetta, io posso finalmente dire con serenità che non lo sono, che va bene così, che i miei figli sono felici uguale e stanno venendo su tanto bene e che finalmente mi merito qualche vizio pure io. E così spero anche di voi.

Certo, la vita sociale va a ramengo, con il teatro riprendo a gennaio se sono ancora viva, le cariche le lascio volentieri ad altri e il mio volontariato si limita a fare focacce e portarle in giro (ieri insieme al vino ai volontari del seggio delle primarie), ma diciamo che io sto meglio, Sarò una pessima madre, ma chi se ne frega. Come diceva Calvin a Hobbes: “trovo che la mia vita si semplifichi notevolmente se riesco a mantenere le aspettative basse”.

6 thoughts on “Non sono una madre perfetta (e qui ne ho le prove)

  1. Io penso che le mamme DAVVERO perfette (non quelle che lo sembrano) non esistano.
    Fare la mamma è un mestiere che s’impara sul campo, sbagliando, correggendo errori, soffrendo… Nessun insegnamento di chi ci è passato prima è valido, perché ogni bambino, fortunatamente, è un universo da scoprire.
    Io sono tutt’altro che perfetta, ma sono soddisfatta perché nonostante i pasticci che combino, ce la metto tutta e la mia ranocchietta lo apprezza.
    Non posso dire che mia figlia sia serena al 100% per tutta la situazione che abbiamo intorno, ma so che mi sente come un punto fermo, un porto sicuro su cui contare, e questo, nel nostro caso, è importantissimo.
    Non immagini cosa voglia dire vedere che a me, solo a me, guarda dritto negli occhi senza problemi e senza agitarsi!

  2. Esiste la mamma perfetta? Non ne sono convinta. Tra le mamme che conosco no, non esistono. E poi ognuna di noi ha i propri sensi di colpa, chi più e chi meno. Io ne sono piena nei confronti di figlia piccola.
    Comunque complimenti per la tua iniziativa che sarà un successo, peccato vivere così lontano. Magari un giorno….

  3. Pensando a Sinterklaas…( che sono riuscita a festeggiare come si deve UNA volta sola con la famiglia della mia metá batava, che a novembre siamo sempre incasinati…ma loro ci mandano sempre un pacchettone di regali e rime varie).
    Mi ricordo di una bimba carinissima di un tipo con cui facevo car-sharing quando ero in Olanda, sui 5 anni, padre olandese, mamma polacca. Alla quale mamma polacca Sinterklaas stava sulle scatole per motivi suoi, forse per una sua ideaa che fosse una usanza protestante, o pagana, o capitalista, o olandese e basta, non l’ho mai capito, ma a lei il povero San Nicoló (come lo chiamavano dalle mie parti di quando ero piccola) non piaceva proprio. O forse visto che stavano un po’ strettini a soldi (da cui il car sharing) non potevano permettersi i regali. Chissá.
    Comunque in macchina c’erano scene imbarazzanterrime la mattina presto con la bimba che chiedeva un po’ sonnacchiosa “Mama, wanneer komt Sinterklaas?” con una vocina da sciogliere i sassi, e la mamma che le rispondeva, in inglese e con l’aria scocciatissima “da noi non viene, che siamo cattolici” per poi brontolare con suo marito…ehem.
    Pare fosse un tasto dolente.

    1. Il fatto è che san Niccolò si festeggia anche in Polonia, ma questa cosa compulsiva dei regalini, della scarpa, del cavallo che va avanti per due settimane, e poi i ricatti affettivi delle surprises, della festa insieme, che queste feste inf amiglia olandesi ne hai vista una e le hai viste tutte, si fa qui, mentre da noi in Polonia è una volta e basta. Chissà se il problema era quello che a casa si erano messi d’ accordo si fare un regalo solo come in Polonia e poi per via degli amichetti questa cosa si sabotava.

  4. Puó essere, forse le stavano sulle scatole proprio le caramelle e i dolciumi vari, perché si lamentava anche che i bimbi (olandesi) all’asilo si erano comportati come selvaggi assatanati coi dolciumi per Sint-Maarten…

  5. PS a propostio di perfezione: non ricordo chi la scrisse, o disse, ma “la perfezione non é di questa terra” é una massima che andrebbe incorniciata e appesa in tutte le cucine, o in cima agli specchi del bagno (posti dove di solito ci si ritrova prima cosa la mattina rincoglioniti, meditando sulle proprie sventure e errori vari ed eventuali…). Oppure la tua vignetta di Calvin e Hobbes
    Io sono tra quelle persone col risveglio incazzoso e difficile, si capisce da questo pensiero, nevvero?

E tu che ne pensi?

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...