Shaken, not stirred: la cortina di fumo sulla sentenza dell’ Aquila (aridatece la Minetti)

foto di Carlo Arzelà

E il terzo giorno resuscitò. Carissimi, sono stati due giorni di passione e piccole morti, non solo io ma anche gli amici che ho sentito direttamente o di cui ho fiutato gli umori per social media e blog. Perché uno dei fenomeni strani, ma certamente non inspiegabili,  della mia vita è che ogni volta che riciccia qualcosa sull’ Aquila, ogni volta che si rialza la merda di cortine di fumo mediatiche, fraintendimenti deliberati, perché si, ci può stare, che viviamo in una valle di lacrime e siamo tutti deficienti, ma che nel giornalismo nostrano le percentuali di rincoglionimento raggiungano delle percentuali ignote in natura, eh no, un minimo dubbio di malafede, faciloneria e disposizioni dall’ alto ti viene.

E puntualmente questo si è riverificato in modi mai visti prima e noi abbiamo passato due giorni ad incazzarci, frustrati dal tentativo di far chiarezza sull’ assunto falso su cui si basava tutta la merda (!!!all’ Aquila hanno condannato la SCIENZA!!!, ma no, dai, siamo così insignificanti, anche volendo non ci saremmo riusciti, su, su, non ci sopravvalutate) e sconfortati dalle reazioni anche di persone che pensi di conoscere. So di amici che su facebook hanno fatto un repulisti, perchè c’ è un limite alle stronzate che puoi cercare di confutare. Io stessa a un certo punto mi sono permessa di scrivere a un perfetto sconosciuto dicendogli: capisco che la tua risposta sia in buonafede ma arriva al momento sbagliato, per carità, non insistiamo da Anna con questo perché non se ne può più.

Ieri quindi avevo iniziato uno dei miei pipponi viscerali, ma il maschio alfa ieri sera nella sua saggezza e distacco dalle passioni abruzzesi tutta batava mi ha detto: si, ma in fondo? E il suo fondo era giusto. E verso le 22 in effetti la marea è cambiata perché sono iniziati ad aumentare anche da parte italiana editoriali, blog e post che insistevano e riuscivano meglio di noialtri sfigati del cortiletto nostro ad ampliare il livello della discussione pacata. A costoro il mio grazie, ma l’ abbozzo di pippone che avevo in ballo ve lo dedico qui sotto, perché trovo importante tenermi certe cose come segnalibro.

Ricapitolando, come prima cosa partirei da una esternazione del capo della Protezione civile Gabrielli del 16 ottobre, in cui dice papale papale: quanto sono bravi gli emiliani davanti al terremoto, mica come gli aquilani. Una delle tipiche chiacchiere da bar portate su un palcoscenico che non gli compete, come ormai siamo abituati da anni noi italiani, perché la politica si fa parlando alle palle e non al cervello della gente.  Scusatemi se faccio il Nostradamus della situazione e vi dico che fin da subito a me non era piaciuta questa cosa e soprattutto non era sembrata una voce dal sen fuggita casuale, ma ci ho visto un intento, che sul momento dove ancora capire. Se sei un servitore dello stato e fai in pubblico una dichiarazione relativa al tuo incarico, in quel momento non parli tu, parla lo Stato.

Io tale dichiarazione più che incauta la vedo quindi propedeutica all’ annuncio di questa sentenza che condanna i membri della Commissione Grandi Rischi per omicidio colposo (cioè, l’ ha detta l’ attuale capo della protezione civile dopo che il suo predecessore, che ha blindato qualsiasi intervento e partecipazione dal basso ai progetti di ricostruzione dell’ Aquila e ha fatto danni innominabili aprendo la porta al malaffare e al crimine organizzato, e poi ha dovuto levarsi di torno perché beccato con le mani nelle mutande, oltre che nel sacco, poi uno dice che ciò la fissa del sesso mercenario). Che a me verrebbe da dire: con tutti i documenti, le perizie, le intercettazioni, le denunce e i casini provati pubblicamente sull’ operato dalla Protezione Civile all’ Aquila (e non dei volontari, sia ben chiaro, i volontari sono quelli che salvano il culo a tutti in questo paese) ancora stai a parlà? Eh, ma la cronaca ha la memoria breve.

Cosa ci dice esattamente la sentenza sull’ Aquila? Che ci mancherà la Minetti, almeno lei lo stipendione e il vitalizio lo prendeva dandola via come se piovesse, ma non ha mai fatto in modo che 309 persone morissero per aver ripetuto le stronzate che le dettava chi ce l’ ha messa, a prendere lo stipendio. E diciamocelo, il sesso obbligato per mancanza di prospettive e riconoscimento per le tue vere competenze (la donna è laureata e sa le lingue, e in più ha pure un mestiere, fa l’ igienista dentale) è una cosa tristissima, ma le cortine di fumo semantiche e mediatiche che si innalzano sull’ Aquila da prima del terremoto, manco sono da ridere. Il malaffare che ci è andato appresso, manco.

Cosa che la sentenza dell’ Aquila ha dimostrato in maniera inequivocabile di 6 scienziati. Che adesso vengono coperti dal solito fuoco serrato di stronzate mediatiche senza alcuna attinenza ai fatti in cui sono accusati. Mi ricordano le alzate di scudi corporativiste in cui tutto il fiore del giornalismo nostrano difendeva un indifendibile Sallusti dando addosso ai magistrati che firmano le sentenze, e adesso il fior fiore della scienza mondiale fa lo stesso.

Oh, ma che vi hanno fatto i giudici per dargli addosso a prescindere? E anche questo è un triste trend di casa nostra, per delegittimare la magistratura ogni scusa è buona.

Scusatemi, sono due giorni che più leggo articoli e discussioni e commenti, più mi incazzo. Che quello composto dall’italiano medio è un popolo di deficienti, passi, ce n’ eravamo accorti. Ma adesso pure quelli con ambizioni scientifiche si fanno attaccare al carretto mentre parlano di indipendenza del pensiero scientifico? Ma tutta questa scienza vi si ventila un pochino nel cervello quando aprite bocca? Ma lo avete capito almeno che il processo dell’ Aquila tutto è tranne un processo alla scienza? E che semmai invece è un processo alla mancanza di scientificità di certi scienziati in commissione? E che ci stavano quelli in commissione, per amor patrio o per la gloria, se non per lo stipendio? e che hanno fatto, gli scienziati o i passaparola di quello che ce li ha messi in commissione?

QUESTO, PORCA LA ZOZZA, È IL SUCCO DEL PROCESSO DELL’ AQUILA, NON LE PUTTANATE CHE RACCONTANO IN GIRO.

(Inspira, espira).

OK, fate fatica a credermi? Benissimo, io metto solo i link. Questo post è innanzitutto uno strumento di igiene mentale per me e quanti altri si sono scocciati di fare i distinguo. Non dico niente, non raccolgo i commenti, qui vi dimostro e non con parole mie, con i documenti e quelle degli altri, cosa sta succedendo e a che carretto vi state facendo attaccare tutti quanti se ci credete, sta qui. Chi capisce è il benvenuto, chi non capisce e reitera le falsità lo banno.

I processi che ci sono in ballo all’ Aquila in questo momento, di cui questo è uno solo, vanno tenuti in considerazione se si vuole capire la portata enorme che ha questa sentenza da un punto di vista simbolico. Perché vedete, non è che gli aquilani siano più pecoroni di chicchessia, è che le voci di critica e le proposte dei cittadini e i comitati civici e la democrazia (qui lo dice persino il ministro Barca) sono stati sistematicamente messi sotto e soffocati in questi anni.

Quando le sciure aquilane con il collier e i consorti con la cravatta sono andati a protestare pacificamente e civilmente a Roma, davanti a Montecitorio manco ce li hanno fatti arrivare, sono stati caricati e menati dalle forze dell’ ordine manco fossero gli ultrà con le spranghe o i black block. E ne hanno denunciati alcuni e si farà il processo, così la prossima volta che un cittadino vuole esercitare il suo diritto di protesta, ci pensa bene tre o quattro volte e resta a casa. Anche il movimento delle carriole, che era stata una ventata d’ aria fresca, è finito con denunce a tre per colpirne 200 ed è un peccato se penso che la prima domenica delle carriole era stata l’ occasione per rientrare in città di tanti sfollati che per scoramento non avevano ancora avuto il coraggio di farlo.

Questi processi vessatori si devono ancora fare e mi piacerebbe sapere che sentenza aspettarsi, quello ai costruttori che hanno fatto edifici non a norma si sono fatti o sono in corso (per rispondere a chi dice: ma perché i poveri scienziati e non i veri responsabili? Piano piano, un processo dura del tempo e la perizia sulla casa dello studente era di 1300 pagine, ci si arriverà. C’ è anche Bertolaso per omicidio colposo, in corso, abbiamo fiducia).

Guardate, persino il processo per stupro al militare presente per l’operazione di sicurezza all’ Aquila che ha massacrato e lasciato a dissanguarsi nella neve una studentessa di cui vi avevo parlato a febbraio, ha svolto questo ruolo simbolico. Perché davanti al tribunale c’ erano i presidi a sostegno della donna. E non perché la Zanardo ha invitato ad esserci.

Perché in questo momento all’ Aquila una sentenza che riesca a simbolizzare che si, esistono delle responsabilità individuali e non importa se ti copre il gran capo, o la divisa, un giudice se ha un’ accusa motivata bene e una difesa che non riesce ad arrampicarsi sugli specchi più di tanto, ecco, un giudice dimostra che a volte una giustizia umana esiste.

(Inspiro, espiro, pure voi se siete arrivati fin qui, un abbraccio virtuale, perché so che si fa fatica a leggere un condensato shakerato di anni di lutto e travasi di bile.)

Intanto ringrazio Helena Janeczek che manco mi conosce per aver linkato ieri pomeriggio questo post di Franco Buffoni che cita Vivian Lamarque: “Vogliateci bene, da vivi di più, da morti di meno, che tanto non lo sapremo”. Certe volte i corti circuiti serendipici trovano le parole migliori per spiegare quello che ti affanni a cercare, ricercare, documentare e ritrovare.

Vogliateci bene. I 309 morti sotto al crollo hanno avuto ricorrenze, funerali di Stato col cardinal Bertone e se ne leggono i nomi quando serve a noi. Loro non lo sapranno.

Tutti gli altri morti di lesioni, evacuati nel casino dell’ urgenza non attrezzata in anticipo, finiti negli ospedali delle province di Teramo, Rieti, Pescara, Chieti, Roma, ovunque li potessero portare. Quelli come Giulia Marini, paziente oncologica, evacuata d’ urgenza dal San Salvatore, presunto edificio ospedaliero moderno e  antisismico, peccato che il cemento lo facevano con la sabbia per speculare, infatti è crollato, e (dico sempre Giulia) sparita dai visori per una settimana perché nessuno sapeva dove l’ avessero evacuata. Mica solo lei. Tutti quelli morti per le lesioni del terremoto ma fuori provincia, mai entrati nelle statistiche, mai citati nelle ricorrenze, noti solo ai parenti, se li avevano e il resto ciccia. Ma loro non lo sapranno ed è meglio così.

I vivi, invece, ah i vivi. Vogliategli un pochino bene perché forse non se ne riescono a volere un pochino neanche loro stessi. Come Giustino, che ha sbagliato, dice lui, a dar retta alla commissione Grandi Rischi. Io no sono d’ accordo e vorrei abbracciarlo, ma non  posso, posso solo volergli bene, tanto lui non lo saprà.

Voglio bene anche a Massimo Giuliani, gliene voglio ancora di più quando scrive questo, perchè sospetto che da due giorni lui si stia facendo venire gli stessi travasi di bile che ho io. Ma non te ne accorgi, leggendo il modo pacato con cui fa il punto della situazione.:

“Per capirci: come se ai tempi della polemica sul metodo Di Bella, gli oncologi si fossero riuniti per far sapere al mondo che il cancro non esiste, e se pure fosse esistito non avrebbe colpito nessuno in quel momento, e dunque nicotina e grassi saturi per tutti.”

Voglio bene a quelli del comitato 3e32, che se non lo sapete si sono chiamati come l’ ora in cui è avvenuta quella scossa di trentotto secondi che ha buttato giù tutto. Perché qui stanno documentando e aggiornando e anche loro cercano di chiarire l’ equivoco su questa sentenza. Ma l’ equivoco non ci sta per caso, ecco perché  se avete letto i link forniti finora, un’ idea ve la sarete fatta, ma riassumo per chi non può o non ha tempo, perché il giorno prima della famigerata riunione della Commissione Grandi Rischi, il capo aveva dato precise indicazioni sullo scopo di detta riunione e sui risultati che dovevano uscirne fuori. Cosa riuscita benissimo in un’ ora. Un’ ora per fare il punto a una città di 100.000 abitanti allarmati e che volevano sapere che misure prendere.

Qui un’ intercettazione di Guido Bertolaso a Daniela Stati: ascoltate attentamente dal minuto 2.22:

Ve lo trascrivo che si fa prima, e poi i video da youtube si possono far cancellare (i grassetti sono miei):

[Bertolaso: …Decidete voi, a me non me ne frega niente… In modo che è più un’operazione mediatica, hai capito? Così loro, che sono i massimi esperti di terremoti, diranno: è una situazione normale… sono fenomeni che si verificano… meglio che ci siano cento scosse di quattro scala Richter piuttosto che il silenzio, perché cento scosse servono a liberare energia e non ci sarà mai la scossa quella che fa male… Hai capito? (…) Tu parla con De Bernardinis e decidete dove fare questa riunione domani, poi fatelo sapere (alla stampa, ndr) che ci sarà questa riunione. E che non è perché siamo spaventati e preoccupati, ma è perché vogliamo tranquillizzare la gente. E invece di parlare io e te… facciamo parlare i massimi scienziati nel campo della sismologia”. La Stati: “Va benissimo…”. ]

Che i terremoti non si potessero prevedere e che l’ evacuazione della città non fosse un’ opzione praticabile, con quello che si sapeva a quella vigilia di riunione, gli aquilani lo sapevano benissimo. Per questo gli servivano i capoccioni, per farsi dire con cognizione di causa cose di cui loro non erano esperti. Solo che i capoccioni lì erano al soldo di Bertolaso e hanno detto esattamente quello che descrive lui.

Ma gli scienziati, ah, gli scienziati.

Odifreddi inizia il post sulla sentenza dell’ Aquila dicendo:
“rei di non aver previsto e annunciato il terremoto dell’Aquila”. Quid non, nessuno avrebbe potuto processare e condannare chicchessia con una motivazione del genere. Allora tutto il resto del post è inutile perché basato su false premesse. Uno scienziato almeno questo lo dovrebbe sapere.

E in effetti dò ragione a chi trova che i condannati in fondo solo solo dei capri espiatori e questo però è verissimo e lo sanno anche gli aquilani, ci sono stati rapporti umani, pacche sulle spalle, parole di consolazione da accusa e difesa e imputati e parti civili. Perché in fondo gli aquilani hanno un sacco di difetti e i residui di feudalesimo di ossequio e affidarsi al potente di turno non è neanche il peggiore, ma è quello che a questo giro gli ha causato più danni, ma hanno questa cosa bellissima del noblesse oblige, come lo chiama mia mamma, come solo i feudali possono avere.

Per dire il giorno che dovevo far chiarezza di un’ asta esecutiva di una casa disabitata e semi diroccata di una novantenne pignorata da una banca a fronte di una situazione finanziaria del figlio defunto della novantenne, il mio primo istinto è stato quello di andarmi a far spiegare le cose dall’ avvocato della banca che ha esordito dicendo: “signora, è stata una cattiveria inutile ma la banca per legge quel passo doveva farlo. Adesso vediamo insieme come sistemarlo” e l’ abbiamo sistemato. Con l’ aiuto dell’ avvocato della controparte.

Ecco, questi sono gli aquilani che conosco io. Non sono più stronzi degli altri, non odiano la scienza, hanno in casa i loro scienziati e un’ università e fuori porta i laboratori di fisica nucleare del Gran Sasso.

Tutta questa storia del processo alla scienza è un argomento finto per spostare la discussione lontano da quello vero come dice benissimo Wittgenstein qui. 

Insomma, la chiudo qui che mi sono stufata da sola, ma per eventuali riferimenti, link e aggiornamenti, per fortuna ci pensano anche loro.

13 pensieri su “Shaken, not stirred: la cortina di fumo sulla sentenza dell’ Aquila (aridatece la Minetti)

  1. E’ dura, è proprio dura, far capire a chi non vuol capire, ma anche a chi vuole capire e in buona fede si beve quello che gli propinano da tv ecc. Ma anche la buona fede ha un limite, oltre quel limite c’è la stupidità. Onore al lavoro che stanno facendo tutti quelli come te, come Max Giuliani e Giorgina Cantalini ecc. ecc. che passano le nottate a rispondere a quei giornalisti (giornalisti?), scienziati (scienziati?) dei quali non posso credere che davvero non abbiano capito o non sappiano, perché altrimenti dovrei pensare che sono degli idioti. Non oso pensare a quello che devono provare quei genitori che volevano andare a riprendersi i figli che studiavano a L’Aquila, e non ci andarono perché i ragazzi dissero che preferivano rimanere a studiare (a studiare!) qualche giorno in più, visto che i suddetti scienziati li avevano rassicurati che non c’era nulla da temere. E a casa non ci sono ritornati più.

  2. Condivido subito, per quel che serve. L’informazione a riguardo è veramente parziale quando non manca del tutto. Tu continua a respirare con calma, mi raccomando.

  3. Provengo dal blog di Cattaneo (Le Scienze), anche io non ne posso più dell’interpretazione che tutti stanno dando di un proditorio attacco alla Scienza, quando non è così. La levata di scudi di molti ricercatori che hanno dato le dimissioni, mi sanno di “lesa maestà” e lo trovo insopportabile. Chiudo con una bella notizia, ieri alle 24 è spirato il termine dei 30 gg dalla presentazione della DIA ed il nostro agglomerato di S. Pietro potrà portare le pratiche in banca (se ci sono i soldi) per la ricostruzione. Così potrò rifare la casa dei miei nonni in via Rustici, rivedere in piedi la casa dove nacque mia madre in via degli Albanesi e soprattutto entrare di nuovo in San Pietro dove nel 47 si sposarono i miei genitori. Spero ardentemente che a breve si concludano gli iter di altri gruppi, in modo che l’Aquila possa riprendere il proprio cammino fermo a 3 anni fa

  4. Embolino di rimanda, ci stó pensando da un paio di giorni.
    Resto dell’idea che tra:
    -un giudice che ripesca la storia, screditatissima, del vaccino che procura l’autismo
    -un giudice che decide, motu proprio, che il cancro al cervello di un poveraccio é stato causato direttamente dal suo uso professionale di telefonino
    -quest’ultima storia
    – il caso diBella anni fa, che ancora fa danni, anche lui appoggiato dai giudici;
    Si puó concludere che, visto soprattutto da fuori, l’atteggiamento dei giudici italiani nel confronto del mondo scientifico lascia leggermente a desiderare, che é come dire che l’atteggiamento dei talebani nei confronti della questione femminile é vagamente retrogrado.
    Certo, ci saranno pregiudizi sull’Italia nella stampa estera, che ci vede tutti cattolici, mafiosi e mandolinari, ma la figura non é delle migliori.

    Ho letto tutte le duecentocinquantacirca pagine delle “memorie del pm” e l’idea che me ne sono fatta é che la colpa, se c’é stata, é stata di de Bernardinis, é stato lui a rassicurare la popolazione, non la relazione della commissione.
    Rassicurazione che forse non sarebbe stata necessaria se non ci fosse stato un tizio, il solito lupo solitario onniscente e incompreso amato dalla stampa “alternativa” e da quella locale (e da Grillo), che diceva di poter predire il terremoto, terremoto che sarebbe stato imminente…a Sulmona, peró.

    Gli altri sono stati dei polli, che dopo aver fatto la riunione si sono fidati di de Bernardinis come comunicatore. Non hanno concordato un comunicato stampa preciso, e non si sono poi dati da fare per smentirlo dopo che se ne era uscito con le battutine sul vino locale e via.
    La comunicazione é mancata. Li stá il punto chiave. E lí ci sará da lavorare.

    Che poi, nonostante tutti i pregi degli Aquilani, se avessero avuto una difesa anche vagamente decente, questa difesa avrebbe dovuto richiedere il trasferimento, la rimessione del processo ad altra sede, che il rischio di poca parzialitá dei giudici svolgendosi il processo all’Aquila era altissimo. Ma loro manco pensavano di aver bisogno di una difesa, al contrario di un certo politico tappo che di questi trucchi vive da anni…
    La remissione del processo:
    http://www.mmlaw.it/?p=976

    1. stefafra, io ti do ragione su tutto. però ognuno ha i propri emboli e questo è il mio. La scienza è da un bel pezzo che non è intuitiva ed è per questo che i tribunali hanno bisogno dei periti ed è anche per questo che manca una cultura scientifica che ci permetta di capirli i periti quando parlano, certo che se continuano a tagliare i fondi a scuola e ricerca non se ne esce.

      Detto questo, la storia del vaccino dell’ autismo era stata pubblicata da una rivista scientifica che ci ha messo 10 anni per capire che era una bufala e 10 anni sono tanti per fare disinformazione, quindi anche la scienza e non solo la giurisprudenza hanno i loro tempi.

      Però uno scienziato che va in una commissione senza capire e senza manco farsi spiegare: cosa ci va a fare, perché la commissione è stata convocata, cosa ci si aspetta da lui, firma a posteriori un verbale che magari non condivide ma nel frattempo è successo il pastrocchio, De Berardinis rilascia l’ intervista prima della riunione, certo, si tratta di una cazzata, forse potrebbe capitare a tutti, certo è un guaio se te lo fa l’anestesista che ti sta iniettando roba un errore così, ancora peggio se una cazzata dello stesso stampo la fai mettendoti in macchina dopo aver bevuto troppo. Nessuno si merita 6 anni per questo (e manco glie li confermeranno nei prossimi gradi di giudizio, non ci credo).

      Però appunto, tra tanti sbagli, se l’ anestesista ti sbaglia e ti inietta proprio quello a cui eri allergico e lo doveva sapere perché stava nella cartrella clinica, ma, appunto, ha fatto una sciocchezza, se quello che ha bevuto perde il controllo e fa strike su sei persone e le fa fuori tutte e sei, se quello che dichiara la commissione è detto male, comunicato peggio e pero gente che da mesi a ogni scossa va a dormire in macchina ed è esausta e si fida perché meglio fidarsi della commissione che di Giuliani e poi arriva la scossa che gli fa fuori due figli (e ne conosco almeno due di famiglie a cui è successo proprio questo), che dici: scusate, ho fatto una cazzata. Ci sto attento e non lo rifaccio più?

      Shit happens. Trovatemi la formula scientifica per calcolarlo, perché nella vita succede talmente spesso che no può esserci più un rapporto di casualità nella sfiga.

    2. La legittima suspicione ha fatto molti danni in Italia, pensiamo al processo del Vajont spostato dalla sua sede naturale e celebrato poi proprio all’Aquila o a Piazza Fontana portato a spasso per tutta la Penisola, inoltre il giudice Billi non prestava servizio a L’Aquila nel periodo del sisma, bensì a Teramo. Certamente i dubbi rimangono, vedremo con le motivazioni se saranno fondati.

    3. Sono stati dei polli? Ci si è serviti proprio della loro autorità di scienziati per rassicurare la popolazione: “E invece di parlare io e te… facciamo parlare i massimi scienziati nel campo della sismologia”… E cosa hanno detto i massimi scienziati? “Il prof. Barberi conclude che non c’è nessun motivo per cui si possa dire che una sequenza di bassa magnitudo possa essere considerata precursore di un forte evento.”
      I terremoti non si prevedono. Uno scienziato qualsiasi, non un massimo esperto, un qualsiasi pollo, avrebbe dovuto concludere: “Non c’è nessun motivo per cui si possa dire che una sequenza di bassa magnitudo NON possa essere considerata precursore di un forte evento”. Possibile che sia così difficile da capire?

      1. Ogni volta si ricomincia da capo a incazzarci, stare male e avere la netta sensazione che parliamo senza farci capire. E questo non ci fa bene.

        Vado a mettere in ordine.

  5. Mah, io aspetterei l’appello, soddisfa trovare 6 vittime sacrificali, ma che sia giusto magari anche no. Io resto della mia idea, manipolata, di parte, quello che vi pare.
    E lo só che sono indelicata a venirlo a dire da té, magari dovrei stare zitta, peró non ci riesco.

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