Ma che se magneno l’ olandesi?

La foto è presa da http://www.holland.com/us/tourism/article/Dutch-Cuisine.htm

Un commento di qualche giorno fa sul trauma di una serie di cene europee di un gruppo di lavoro, che quando è toccato agli olandesi offrire, questi hanno scodellato aringhe crude marinate e patate lesse, e proprio ci godevano, mentre gli altri guardavano esterrefatti, deve avermi influenzata per vie subliminali.

Sarà per questo che il mio contributo al tema del mese sull’ alimentazione di Genitori Crescono gira intorno alle abitudini alimentari della famiglia media olandese e allo svezzamento dei bambini. Le madri italo olandesi che l’ hanno letto ci si sono riconosciute tutte (eh, siamo tanto in cerca di riconoscimenti, noi madri).

Gli olandesi in genere distinguono tra pasto di pane e pasto cucinato. A colazione e pranzo si mangiano panini, con al massimo una busta, in genere in bustina, come complemento e l’ immancabile bicchiere di latte freddo o latte fermentato. Se andate a un congresso e vi prospettano un pranzo, andate tranquilli se vi ritrovate davanti panini multicolori con 18 ingredienti misteriosi e salse varie e una brocca di latte andato a male. Non è andato a male. è fermentato. Più di un incoming si è rovinato i clienti italiani sulla voce in preventivo: pranzo de luxe. De luxe significa che hai 5 tipi di pane di cui 4 con semini diversi sopra. E un ciocccolatino e biscottini con il caffè. Lungo, in termos che così non si fredda intanto che mangi.

Poi che una si dà al sushi, che adesso sta invadendo anche il settore fast-food che prima era riservato ai cinesi.

Si cena alle 18, magari con prima un borrel, ovvero bevi vino o birra o un succo di frutta con blocchetti di formaggio, spalmini vari su cracker e cosette del genere. Un aperitivo, diciamo. La cena consiste in un antipasto che può essere una tazza di brodo o una minestra vellutata, un piatto forte che consiste nel toccone di proteina con salsa sopra con accanto una o due verdure possibilmente lessate, al vapore o come vi pare purchè sciape, eventualmente arricchite anch’ esse da megastrato di formaggio gratinato o salsa, e poi l’ immancabile patata in tutte le versioni come mappazza di carboidrato. Pane no, che ce lo siamo già abbondantemente mangiato negli altri pasti. Se lo ordini lo paghi come una verdura e in genere fa schifo.

Ma questa è già la cena deluxe, quella semplice può essere uno stamppot (cuoci patate e una verdura o anche due insieme, scoli e con un pestello apposta ammappi tutto fino ad avere un purè garnì, sopra o accanto a cui metti una bistecca, stufato, salsiccione affumicato o Veggy-burger alla soja.

O i pannekoeken, che sono delle crespellone spesse guarnite con qualcosa, pancetta, formaggio, mela, zucchero a velo o sciroppo denso di mele caramellate. Che come riferisce una mia conoscente italiana, sua figlia quando è andata a dormire dall’ amichetta e per cena gli hanno dato questi, che per lei erano una merenda, a un certo punto ha chiesto: si, ma quando ceniamo?

Il dessert invece non manca mai. Ovvio che come reazione ai cibi sempre più pronti, sempre più elaborati, sempre più facili, sempre più  importati, un mucchio di gente si rifugia sul biologico, ma alla fine la pappa quella è. Per questo hanno un successo enorme le cucine straniere e infatti il ristorante cinese-indonesiano, retaggio delle ex-colonie, è la forma migliore di cucina tradizionale olandese. Ogni famiglia ha la ricetta del suo bami.

Il peggio lo si raggiunge negli Snack-bar, vogliatevi bene ed evitateli come la peste. Sono friggitorie dove ti spacciano tutta roba mega-industriale e surgelata, fritta al momento in grassi di dubbia provenienza.

Penso molte cose di averle dette lì, qui posso solo aggiungere una piccola lista dei miei cibi olandesi preferiti, perché io non condivido la filosofia olandese nei confronti del cibo, ma quello che è buono è buono, peccato loro per primi se lo perdono per strada:

– l’ ertwensoep con cui maschio alfa mi ha sedotta nel lontano 1991 (“Pensavo di i

nvitarti domenica a casa mia, così ti cucino un piatto tipico olandese” fece lui. “Ma allora gli piaccio” pensai io. Stiamo ancora insieme e abbiamo fatto due figli, se qualcuno si dovesse interrogare sul valore erotico della ertwensoep nelle fredde sere d’ inverno.) La potete mangiare semplicemente e senza rogne alle caffetterie dei magazzini HEMA, oppure comprarla pronta da scaldare e mangiare a casa. Oppure ve la potete fare con la ricetta di Marina.

– Il salsiccione affumicato di detta Hema, che si mangia in un panino o mezzo in un sacchetto, con o senza senape.

-Il Moksi Meti dei ristoranti cinesi di Amsterdam, la versione popolare sui 5-6 euro, che ci fai pranzo e vai. Il mio preferito lo trovate all’ Albina in Albert Cuypstraat, il lato dove non c’ è il mercato, quasi all’ angolo con la Frans Halsstraat, ma è un piatto che hanno tutte le trattorie con asporto. Salsiccione a fettine, pancetta di maiale croccate, anatra alle spezie e/ e pollo, su un lettino di biete e riso in bianco. Rigorosamente con riso in bianco, non quello condito o i vermicelli.

– L’ insalata di radicchio belga di mio suocero, su cui avevo scritto un racconto con ricetta e che vi ho pubblicato qui.

– I dolci, decisamente no. L’ unica cosa che a volte mi causa attacchi di bulimia, ma sto imparando a resistergli, sono i bastoncini e i cuscinetti alla cannella, fanno parte delle caramelle old-fashioned che ultimamente ricicciano in giro. Il tom pouce (trovate all’ Hema o al Bijnekorf anche quello) che assomiglia a un diplomatico, la pasta con due strati di sfoglia e un ripieno alla crema, fondamentalmente è la versione povera e industriale della kremowka polacca e quindi lo mangiavo per disperazione, ma devo dire che da quando ho tagliato lo zucchero nel caffè riesco a resistere meglio ai glucosi inutili, spero duri.

Non è una lista esaustiva, ma se cucinato bene qualunque piatto della tradizione olandese a me piace moltissimo, con mia suocera che si supera con l’ hazenpeper, uno stufato molto speziato che si fa spesso a Natale e che lei reinterpreta con carni anche diverse dalla lepre, con i loro sformati di patate e verdure al forno.

Il mio problema con la cucina olandese è che complice la natura sparagnina, la grande distribuzione che con le guerre dei supermercati ha promosso la caduta dei prezzi, una serie di importanti libri di cucina tipo la nostra Ada Boni e di corsi di economia domestica che per insegnare alle figlie del popolo a cucinare in modo economico ma sano, e con l’ errore di valutazione che le figlie del popolo non potevano seguire corsi di cucina, invece di elevare i poveri hanno abbattuto il gusto della classe media, che invece le figlie ce le mandava, ecco, gli olandesi si sono persi molto per strada i valori del cibo. Non è che non abbiano papille, le cose buone le capiscono, ma gliele devi dar gratis o con i soldi ci fanno dell’ altro.

I loro valori alimentari sono comodità, rapidità e confezione decorativa, se non sa di niente o viene solo dai sacchetti, ma che problema c’ è, quello che non strozza ingrassa. E anche nei ristoranti premiano l’ arredamento e l’ ambiente alla qualità del cibo. per questo, se siete ad Amsterdam date retta a me, andate a mangiare all’ HEMA. La qualità è la stessa di un qualsiasi ristorante medio, ma almeno pagate per quello che vale.

Concludo citando Johannes van Dam, il maggior recensore culinario dei paesi Bassi, l’ uomo che fa e disfa i ristoranti e che una volta scrisse:

Mangiamo merda, purché abbia il fiocchetto sopra.

Meglio di così io non avrei potuto dirlo.

24 thoughts on “Ma che se magneno l’ olandesi?

  1. non potrei vivere senza Hema worst:-)
    ma vogliamo parlare del cibo prelevato dal distributore?è una cosa che mi ha sempre lasciato perplessa
    anche la sproporzione delle confezioni…o confezione famiglia 10 figli a prezzo stracciato…o single tristissimo…a prezzo pieno!

    1. Eh, poi uno dice le poltiche in favore delle famiglie. Il distributore con la finestrella pare fosse stato inventato in USA negli anni ’50, è rimasto solo qui, sicuramente complice il valore: rapidità, velocità. (perchè le friggitorie senza friggitrice che ti scaldano il pesce fritt e i bomboloni nel microonde?

  2. zitta va’, che con i pannekoeken ci abbiamo svoltato la cena del giorno di Natale (in Molise!) smaltendo gli stravizi da cenone: eravamo in 12, compresi i miei nipoti (che zitti zitti magnano come cassonetti) e mio cugino (che in una Pasqua memorabile si fece fuori un ruoto intero di lasagna), e tutti sono stati concordi nel dichiarare che quelle frittelline che paiono da niente, farcite col caciocavallo o il prosciutto locale, valevano un pranzo di quattro portate. le abbiamo fatte in due versioni, con e senza glutine, e mia madre mi ha perfino chiesto la ricetta.

      1. neeeeh… comunque, si tratta del battito di ali della farfalla a New York che fa succedere il terremoto a Tokio – volgarizzazione della teoria del caos. Una fa un commentuccio ciarliero senza niente di che, e parte un post di ricognizione sull’alimentazione olandese con tanto di fotografie.

  3. Grazie dei consigli. Terrò presente l’Hema, caso mai dovessimo tornare lassù per una vacanzina.
    Venimmo in Olanda nell’ormai lontano 2001 e non ho ricordi di particolari specialità culinarie. Tra l’altro, pur avendo superato da un pezzo l’età del viaggio stile ‘bohemienne’, cercavamo di risparmiare sui costi, mangiando un po’ alla ‘come veniva’… Una sera, cenammo con due tozzi di pane e formaggio (comprato in un qualche supermercato) in una strada periferica di Utrecht, in piedi come i cavalli, con il ripiano del bagagliaio a fare da ‘tavola’. Per fortuna non era una via frequentata…
    Ovviamente, poi, per tirarci su di morale finimmo in una birreria all’aperto in una piazza centrale, dove… contribuimmo ad elevare l’età media dei presenti (rigorosamente under 30, se non meno!!).
    Ciao!

    1. Cautelosa, che bello risentirti. Pure noi ci scegliamo le voci di budget a seconda di quello che capita, per fortuna maschio alfa è astemio, quindi la birreria da noi salta, ma io lascio dei patrimoni dal panettiere quando siamo in vacanza.

  4. Questo post mi fa ricordare le gloriose tradizioni gastronomiche tedesche. L’Abendbrot composto di panini, salumi e quei tremendi cetriolini verdi dall’odor di rose e di viole ancora mi perseguita…

  5. Ho cancellato un commento, su cui davvero ho riflettuto un paio di giorni, perchè inutilmente insultante e non è che mi piacciono molto, anzi, normalmente li bannerei a raffica senza neanche dire una parola di spiegazione. Ma per una volta mi sembra utile invece spiegare perché. Che per gli olandesi un certo modo di guardare al cibo e alla cucina nel quotidiano è un dato di fatto, il marketing ci ha costruito sopra prodotti e massimi sistemi e spiegare da dove viene (e magari aggiungere anche che se lo dicono da soli) è nell’ ambito degli scopi di questo blog. Dare dei pidocchiosi agli olandesi 9sono parsimoniosi, è vero) in una frase come quella sopra, che dire, credo si spieghi da se perchè non mi piace. Quindi in futuro la cancello direttamente, adesso che ho chiarito il mio pensiero su questo punto.

  6. Io sono migrata in Belgio incinta dopo 6 anni in Olanda (mio marito è di Bruxelles), mi sono salvata i corner, direi. Quoto tutto quello dici, ma proprio tutto tutto! e ora mi è venuta anche un po’ di nostalgia dell’ Olanda e della erwtensoep! Un bacione

  7. sono colui il quale a cui non e stato consentito di pubblicare il post…riconosco di averlo postato in maniera “politicamente” scorretta..e volutamente provocatoria:)…be visto che se non altro ha fatto pensare e meritato anche una risposta ..forse nella sostanza qualche indicatore era corretto?…bisogna a volte accettare di leggere anche lo “stereotipo ” dell’altro con un sorriso..o no?..se mi sarà data la grazia lo pubblicherò integralmente ..altrimenti sempre in maniera “politicamente” scorretta..chissenefrega:)..

  8. Barbara, ti leggo sempre e sempre con molto piacere (mi arrivano gli aggiornamenti della newsletter), anche se non ti ho mai commentata.
    Mi piace molto come scrivi e quello che dici e mi riporti ogni volta con la mente in quei luoghi che tanto amo e in cui mi piacerebbe stabilirmi un domani. Un salutone e buon anno. Simone

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