Quando sei in panne ad Amsterdam (o delle gomme a terra)

Il mio ottimo assistente sa cosa bisogna fare

Mentre aspetto al semaforo due anziani ciclisti, uno con un barbone grigio sull’ hippy, fanno tutto un curvone (hai, guardato, ho taciuto, ho pensato…., mah, son piaciuto, no è che io da sempre rimorchio spontaneamente i signori anziani), si accostano al finestrino e mi fanno: “Signora, guardi, ha una gomma a terra.”

Azz. Supero l’ incrocio piano piano, entro in una stradina senza via d’ uscita lungo un canale e mi metto al lavoro. Orso si accoda con entusiasmo. Io la gomma la saprei anche sostituire, ma essendo una Greenwheels chiamo prima l’ help-desk. Che contatta l’ automobil club che in Olanda è l’ ABWB.

Siamo quasi in centro,

Perché quello che mi frega è che, per quanto attrezzata, in macchina non ho niente per tirar via il comprimozzo e iniziare, a meno di non farlo con i denti. È il problema delle auto condivise, che sono sempre talmente vuote e impersonali (ordinate, questo si, e pure pulite, tranne il periodo che puzzava sempre di cane bagnato perché evidentemente qualcuno ci si portava il cane).

Ma siamo anche in un angolo isolato di campagna schiacciato tra la ferrovia e il canale che dall’ altro lato costeggia la caserma della marina e che quindi è off-limits. Se al guardate su google maps questa strada, c’ è una macchia oscurata dal segreto militare. Mentre dal nostro lato c’ è una fila di barconi abitati, e come succede con i barconi, si appropriano sempre di un pezzetto di marciapiede o di strada contigui per metterci dei giardini estemporanei piantati nei contenitori più disparati (quando nei blog creativi vi fanno vedere che si può sempre usare un vecchio copertone per riempirlo di terra e piantarci le primule, magari dopo averlo verniciato, che so, di bianco, il bianco va sempre bene sui copertoni direi, ecco, pensate a quel tipo di robe lì), divanoni fatti con i pallet, legnaie piene della qualunque, qualcosa per i bambini che va dalla piscinetta, al giardino galleggiante con sopra altalene e scivoli piazzato tra la barca e il molo.

“Arrivano entro un’ ora”. E in quell’ ora noi ce la siamo goduta raccogliendo fiori di sambuco, perché ho dimenticato di dirvi che questo post l’ ho abbandonato tra le bozze a giugno, ma era giugno, l’ unico pomeriggio veramente caldo che ricordo di quel periodo, e mentre aspettavamo o l’ ANWB, o il maschio alfa che di ritorno dal lavoro venisse a ritirarsi la prole, che aveva fame giustamente e allora a un certo punto gli ho messo in mano dei soldi (che fortuna, qui si usa sempre e ovunque il bancomat che i contanti non li hai quasi mai) e li ho spediti a comparsi qualcosa da Hanneke’s Boom, tanto perdersi non si potevano perdere, quella strada tutta dritta con i barconi e il canale da un lato e la ferrovia dall’ altro finisce a un ponte girevole, vicino alla sala da arrampicata che vedete sempre dal treno subito prima della stazione quando il treno arriva da est e dietro il conservatorio, e sappiamo tutti, quindi che prima del ponte c’ è questo locale con due lati affacciati sull’ acqua, e lo sappiamo dai tempi in cui il venerdì, dopo la scuola, si andava al conservatorio per le prove del coro di Ennio, che una volta ha rifiutato di andarci, terrorizzato dalle femmine più grandi di lui tra le coriste e ci siamo andati a consolare da Hanneke’s Boom con un panino alla crocchetta.

Perché sapevo che su quella strada lì, che tutta la scuola conosce perché la fanno a piedi quando li portano in biblioteca, non si sarebbero persi, anche se sono quasi due chilometri. E la prospettiva di un gelato al termine della strada fa tanto per la motivazione a camminare.

E in quel momento è arrivata la salvezza in forma di moto di servizio dell’ ANWB, cavalcata da un signore piccolo, magretto, sessantino, con i capelli grigio ferro e la voce acuta. Che poi ho scoperto/capito, ma il dubbio mi resta, che probabilmente era una signora, piccola, sessantina e con i capelli grigioferro cortissimi. Ecco io non so voi, ma a me qualsiasi mezzo da lavoro con tutti i cassettini, le valigette, le nicchie, gli attrezzi, tutto così compatto ed efficiente, penso per esempio anche alle toilette degli aerei, ecco, a me mi affascinano. Vorrei averla io una casa compatta ed efficiente, anche se mi rendo conto dopo tanti anni che non ho il carattere.

E improvvisamente ho pensato, colma di gratitudine, che a me in un’ altra vita e a saperlo prima mica mi sarebbe dispiaciuto fare il meccanico volante sulla moto per l’ ANWB. Tanto le riparazioni che puoi fare con quella secondo me sono limitate a lampadine, batterie scariche e gomme forate e poco più che potrei imparare. Perché ad essere attrezzati persino quel po’ che so fare lo farei meglio.

La signora era attrezzatissima, a cominciare dai guanti di gomma, allo stuoino su cui inginocchiarsi, poi uno dice l’ efficenza e la meraviglia di quegli spazi di lavoro compatti e attrezzati eccetera che mi affascinano. E mi sono anche ricordata che, inutile, i motociclisti a me hanno sempre fatto sangue esclusivamente per quei bellissimi pantaloni in pelle e gli stivali. Così, tanto per farmi venire il dubbio del feticismo pure io.

E mi sono anche ricordata perché a me la meraviglia di essere socio ANWB e godere di questo tipo di assistenza gratis, anche se in questo caso pagava il mio abbonamento con Greenwheels, che è tutto compreso:

“Ho forato, adesso devo cambiare la ruota, ma se sei per strada ti vieni a prendere i bambini?”

‘Ma scusa, hai chiamato l’ help-desk della Greenwheels? Che ne sai se puoi o non puoi cambiartela da te, magari hanno l’ assistenza apposta”.

Ce l’ avevano (e poi i telefonisti della Greenwheels, che dall’ accento direi che stanno in Belgio, sono di un gentile, comprensivo, adorabile che aspetti pure con piacere quegli, spesso, dieci minuti di attesa con la musichetta atroce nelle orecchie. Ecco, l’ unica cosa che vorrei dire alla Greenwheels che potrebbero migliorare sono le musichette dell’ attesa, ma dipenderà da me, ma i loro telefonisti, tanto di cappello, sarà che sono belgi e noi dai servizi olandesi questa comprensione e cortesia ce li  scordiamo, perché gli olandesi, tanto carucci signora mia, ma l’attitudine al servizio per motivi loro storici, culturali e di culto della democrazia, manco sanno dove sta di casa e per accertarsene  basti chiedere un bicchiere d’ acqua in un qualsiasi locale del centro di Amsterda. Se sopravvivete al trauma.)

Comunque, doveste trovarvi in panne, una cosa che per il fatto che a un certo punto, dopo il fallimento della Opel che aveva sempre qualcosa, i miei hanno rinunciato a comprare macchine nuove e ne avevamo sempre di usate, alcune favolose, altre degli autentici bandoni, come li chiamava mio padre (ho scoperto dopo, ma anni dopo, che il bandone non era una macchina malridotta, ma uno strumento teatrale composto da strisce di lamiera, per riprodurre il rumore del tuono, ma capisco l’ associazione con il cumulo di ferraglia schiamazzante a ogni giro di ruota) e quindi il terrore di rimanere per strada, magari di notte, in me risale a quel periodo, un trauma signora mia, ecco, se vi trovaste per strada in Olanda chiamate tranquillamente l’ ANWB al numero 088 2692 888.

E per abbonarsi si parte da € 50 l’ anno, più una serie di servizi aggiuntivi, chi li vuole, come l’ auto sostitutiva ol’ Europa Service, che in un paese piccolo come l’ Olanda andare fuori porta significa a volte anche trovarti oltreconfine che manco te ne accorgi, ma il tuo telefonino e altri costi te ne fanno accorgere subito.

Altre info per chi legge l’ olandese stanno qui.

E no, non mi pagano, ma forse dovrei farmi pagare. E suppongo pure che vi mancavano questi miei bei post incoerenti, con gli anacoluti e le frasi che partono, cambiano strada e si arenano, proprio come la Greenwheels, in una stradina senza uscita e senza ANWB per il periodare complesso e accartocciato, cosa dirvi, io mica li correggo, li lascio lì. Che anche nelle stradine senza uscita delle frasi complesse si trova qualche fiore di sambuco profumatissimo da cogliere. Lo, so, vi erano mancati. Non ringraziatemi.

2 pensieri su “Quando sei in panne ad Amsterdam (o delle gomme a terra)

  1. mamma, che ridere….da una tedesca che si ritrova nelle terre umbre da + di 33 anni e ancora non ha capito perchè e se deve rimanere ….grazie 🙂 .ti saluto, Katharina

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