Racconto di una grigia domenica d’ estate ad Amsterdam

Verso Nieuwmarkt si passa per la torre delle lacrime e dietro le cupole di San Nicola patrono.

Già che ci passo davanti comincio a mapparmi un po’ di sex-shop, che questa settimana mi servono. A che mi servono? Be, mai sentito parlare di giornalismo partecipativo? Vi dirò a suo tempo.

Eccone altri due, a distanza. Certo che chiamarne uno Caligula è tutto un programma.

Poi arrivo alle prove della domenica….. e mi accolgono cantando La domenica andando alla messa (il video in fase di elaborazione mi durava troppo per postarvelo).

Dopo le prove, fuga risicata alla Staalstraat per cercarmi un paio di sandali estivi con taccone, se posso. La signora di Op De Dijk è carinissima, mi riconosce e mi fa provare la qualunque, ma mi ha detto per prima di non comprare niente che mi dia il benchè minimo dubbio. Le scarpe devono starti comode alla prima botta, non si sistemano camminandoci. Quindi niente tacco, ci tornerò con calma per un rasoterra solito.

E visto che di fronte c’ è la cioccolateria Puccini, mi sono consolata con un tocco di cioccolata bianca con macadamia e un bon bon fatto a mano di cioccolato bianco e semini di papavero.

Frammento di meteorite di oltre 4 milioni di anni. Mettici le mani sopra, è la cosa più vecchia che puoi toccare.

Poi mi sono fatta portare i mostri al traghetto e siamo andati a farci un giro da Nemo, e grazie alla tessera annuale per i musei (Museumjaarkaart.nl) entriamo e usciamo quando ci pare saltando la fila alla cassa. A sinistra delle scale c’ è una macchinetta, basta passare sotto la luce rossa il codice a barre e ti stampano un biglietto con cui entrare direttamente.

A mio avviso se decidete di farvi almeno due musei olandesi (tocca capire quali partecipano, ma si controlla sui siti) vi conviene questa tessera, che nei musei partecipanti si compra direttamente alla cassa. Il sito è solo in olandese, ma voi chiedete per sicurezza: per gli adulti costa € 39.95 e per i bambini €19.95 (considerate che il Rijksmuseum per i bambini è gratis). Noi ci siamo andati al museo dei treni di Utrecht, a Naturalis a Leiden e al Nemo e mano a mano che ci visiteremo altri musei ve lo dico.

Replica dell’ Erasmusbrug, il ponte simbolo di Rotterdam.

Poi sulle scale abbiamo incrociato un bambino di forse 2-3 anni piangente.

“Hai perso la mamma? Vieni che andiamo dai signori che te la trovano”, ma quasi subito è comparso un padre che se lo è recuperato.

Io da quella volta ho il trauma del bambino che si perde al Nemo, ma adesso che i miei sono più grandi sono stata relativamente serena (non del tutto, eh?) ieri che Ennio, appena entrati mi ha urlato qualcosa ed è sparito correndo per fatti suoi. Poi verso la fine l’ ho ritrovato qui, che costruiva e si appendeva con un altro bambino, fino al momento che è toccato riordinare perché stavano per chiudere.

Poi mentre tornavamo a casa abbiamo visto queste due auto anfibie e mi sa che sta cominciando ad andare di moda qui ad Amsterdam.

E alla fine, morti di fame che Orso si stava veramente per far venire una crisi isterica, siamo tornati in bici e traghetto a casa a prelevare il maschio alfa per spararci una pizza da Pizza Taxi, in Ceintuurbaan 121, il nostro posto di casa preferito. Perché anche se pranzare con cioccolato da soddisfazione e insegna a moderarsi, poi la panza vuole anche la sua parte.

2 pensieri su “Racconto di una grigia domenica d’ estate ad Amsterdam

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